martedì 25 marzo 2008

Diario di un curatore di campagna - 5

Quinto giorno
Chi mi conosce sa quanto sono scettico all’idea di votare por el Pueblo e sa che questa persistente perplessità non deriva dalla simpatia mica eccessiva che la figura di Berlusconi mi ispira né dall’irritazione per il caravanserraglio che il Cavaliere trascina con sé. Non mi piace il Pdl. Mi limiterò a dire che le facce nuove che sono costretto a vedere al lavoro non mi piacciono. Almeno non tutte.

Certo che però anche dall’altra parte sono proprio messi male! Guardavo Ballarò e studiavo l’arroganza di Colaninno, pensavo all’unto che circonda Calearo e non è che mi vengano queste grandi tentazioni! Anzi… le candidature di questi signori mi danno (e sono di destra!) un po’ di voltastomaco. Sono un indeciso, mi sento un precario insoddisfatto, un lavoratore flessibile della politica. Uno di quei pochi sfigati che non riesce ad avere il pelo sullo stomaco per lucrarci qualche lira. Stipendio da morto di fame, famiglia povera. Una preda ideale per la sinistra. E infatti comincia a conquistarmi (pensate!) Bertinotti. Sì! Voglio i contributi pure io! Voglio un salario al livello dei compagni greci o spagnoli che –l’ho scoperto stasera al TG5- prendono più di me dei miei simili. I greci!

Cari Pid(u)isti, se perdete uno scontento come me ora è meglio che chiudete baracca ed emigrate. Ma come? Un infiltrato Pidiellino che ogni giorno deve sopportare angherie di ogni genere da parte di gente che, col diploma (e non dico quale), può vantare la forza politica conferitagli da 100 tessere pagate di tasca propria o da un consiglio d’amministrazione di un ente di secondo grado. Una persona di media cultura che china la testa e si vende alla sottocultura un tanto al chilo per sopravvivere, sapendo che la pecunia non olet. E vi fate perdere un’occasione così?

Diceva Guareschi che nella cabina elettorale Dio vi vede, Stalin no. Ma perdonate… io stavolta, se dovessi scegliere solo basandomi sulle politiche del lavoro, preferirei il compagno Fausto. Se no faccio la X su Berlusconi: se devo votare per gli industriali preferisco scegliere l’originale.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Dai non essere triste...
E non esagerare...
Anche se non ci credi più devi fare finta...
Tanto tra quelli dalla media alla alta cultura non ci crede più nessuno...
Però non vedi come sono sereni...
E poi difendere l'indifendibile diventa esercizio di stile...
Tuttavia se ti provoca sofferenza puoi sempre fermarti, guardare dentro di te e cercare di comprendere cosa vuoi fare da grande...
Aiutino
Partendo dal tuo peso puoi calcolare le calorie di cui necessita il tuo metabolismo giornaliero.(In genere due buoni piatti di pasta ogni giorno per tutta la vita).
Da quel momento in poi devi trovare una mansione che ti garantisca i due piatti di pasta.
Poi devi trovare il modo per esprimere il tuo essere e questo lo puoi conoscere solo tu...

Naturalmente scherzando,

Psiconano

Marcello Spirandelli ha detto...

Aggiungici un tetto sulla testa ai piatti di pasta e già capisci che non basta aspettare la manna o accontentarsi del lavoretto umile che mi consente di avere tempo per la famigliola felice.
Sai una cosa? Non so cosa voglio fare da grande. Lo sapevo, credimi, ma non lo so più. E' la politica che è cambiata, non io. credo che di questo tu possa darmene atto.