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martedì 11 marzo 2008

Ma c’era davvero bisogno di Giuseppe Ciarrapico?


Ciò che viene da chiedersi, di fronte alle polemiche innescate a seguito dell’intervista rilasciata a Repubblica da Giuseppe Ciarrapico è: ce n’era davvero bisogno? E non parlo tanto dell’intervista, quanto della sua candidatura. L’ex re delle acque minerali, della Roma di Viola, del Secolo d’Italia, era noto come “er Fascistone” da sempre. Ora creano sconcerto le sue parole. Ma dico, ci siete o ci fate?
Da una parte abbiamo il Pdl: vi eravate improvvisamente dimenticati chi era il Ciarra? Eppure è dal 1947 che lo ricorda ad ogni piè sospinto. Sta in un posto della lista (undicesimo) dove davvero improbabilmente sarà eletto. Ma è pur sempre nel “manifesto”, nell’idea d’Italia del Pdl. Perciò inutile frignare: chi è causa del suo mal pianga sé stesso.
Dall’altra parte abbiamo il Pd: ecco pianti, lamenti, stridor di denti, stracciar di vesti e cilici. Un fascista? Abominio! Forse però i difensori della democrazia non ricordano che il 12 marzo del 2007, un anno fa –era di lunedì- il Pd si ritrovava al teatro Eliseo a Roma per celebrare i suoi fasti. In quell’occasione c’era pure un entusiastico Ciarrapico che sottolineava come la destra italiana fosse ormai morente. In quell’occasione il reazionario sosteneva Alessandra Mussolini come sindaco di Latina. Oggi Franceschini e Veltroni devono essersi dimenticati di quell’omone alle loro spalle. E si domandano come possa il Pdl circondarsi di questa teppaglia.
Il discorso ovviamente resta il solito: che bella ipocrisia! Prima si candidano in lista persone di siffatta risma per tirar su due voti in più e poi ci si indigna. Si è voluto il bipartitismo? E che vi aspettavate? Da qualche parte i voti bisognava pure raccattarli. Alla fine della fiera si scoprirà che tutta sta gente di nessun peso a parole può essere molto pericolosa. Ma basta una smentita, qualche mea culpa e tutto torna nella pax romana del secondo duomvirato.

domenica 9 marzo 2008

L’ipocrisia dell’indignazione: Berlusconi strappa il programma del Pd


L’indignazione è solitamente un sentimento positivo. Si tratta della sana incazzatura per ciò che non è decoroso. Ci si può indignare per un’ingiustizia, una violenza, una mancanza di rispetto. C’è poi chi finge di indignarsi. Di solito lo fa chi è abituato a chiudere entrambi gli occhi per ogni tipo di nefandezza ed addita al pubblico biasimo un comportamento sconveniente per il perbenismo classico per cercare di trarne beneficio.
Come si distingue il primo dal secondo? Il primo insorge come un moto di ribellione quando la classica goccia fa traboccare il vaso. Il secondo, invece, si fonda sullo scuotimento teatrale di una testa e lo sguardo di commiserazione: “noi non l’avremmo mai fatto, noi siamo brava gente e ci scaldiamo sempre con misura”.
Diciamocelo chiaramente: non perderei un istante a parlare del fatto Berlusconi abbia strappato due fogli di carta a Milano. Era un colpo di teatro, una sorta di esemplificazione delle parole che ha usato, tacciando la sinistra d’infedeltà verso gli impegni presi. Puro spettacolo. Nel momento in cui il Pd si indigna, però, comincio ad indignarmi io. Ci sono miliardi di cose che dovrebbero farvi incazzare dieci volte di più del gesto che ha fatto Berlusconi al Palalido a Milano. Ne avete una gamma talmente vasta… Invece cavalcate il senso comune, preferite rimproverare il ragazzino che, a tavola, mangia con le mani. Se la politica sta diventando questione di facciata, un ballo in maschera in cui prendersi, mollarsi e cercare di fregare la donna a un altro –tutto con molta cortesia- perdonerete se una persona che ancora s’indigna davvero vi lasci alle vostre piroette ipocrite e si dedichi ad altro.

venerdì 7 marzo 2008

Marianna Madia e Barbara Matera: Saranno Famose


Marianna Madia si lamenta oggi su Repubblica per essere stata crocefissa per la candiatura. Ma poveriiina! Lasciatela stare deve crescere! Certo se doveva crescere poteva pure evitare di farlo in Parlamento. Anche perché di questi spot elettorali si fatica a comprenderne il senso. Doveva essere giovane? Doveva essere donna? E perché proprio la Madia? Il punto è che in parlamento si è smarrito il concetto di rappresentanza politica (il che implica una selezione elettiva) e lo si è sostituito con quello di rappresentanza corporativa (quota panda donne, meglio se giovani neolaureate). E si vorrebbe, da parte di codesta gente, che non si possa neppure giudicarli? Dopo un terno al lotto di questo genere (15 mila euro al mese per 5 anni, più extra) qualcosa lo dovrai pure provare no?
Dall’altro lato spunta a sorpresa Barbara Matera. Una figura di intellettuale di spessore. Notti sul ghiaccio, la domenica del villaggio, la letteronza. Anche questa si deve fare? Anche questa non si può giudicare? Magari sono geni inespressi, magari sono ragazze prodigio della politica italiana. Non dico di no. Solo che lo dovrebbero dimostrare prima, non dopo. Se no ai ragazzi di venticinque anni non andate a parlare di merito. Perché sono convinto che preferirebbero essere sottorappresentanti come “classe” piuttosto che essere rappresentati da pie donne che hanno incrociato lo sguardo del maestro.

giovedì 6 marzo 2008

Il pdl non cambia palinsesto


Oggi, come sempre accade in campagna elettorale, le notizie sono rimbalzate come proiettili impazziti. Nel frullatore sono caduti i dissidi interni al Pd con i radicali, la retta via smarrita di Selva, la ‘nuova’ candidatura di De Mita e quella della Pricipessa Borghese (avanti Savoia! Dopo gli Sforza-Ruspoli della scorsa tornata, aspettiamo che i Colonna corrano contro gli Orsini per il Comune di Roma), i ripescati di Veltroni (sacrosanti una volta tanto) e i suoi ‘nuovi’ progetti (un’impresa in un giorno… dove l’avrò già sentita?). Fatti rilevanti, ma non decisivi.
Per gli amanti delle notizie bomba, invece, segnaliamo anticipatamente la giornata di domani: novità sul Governo Prodi e, in serata, si attendono le liste del Pdl (a meno di ulteriori slittamenti). Ci sarà molto su cui commentare. Nani e ballerine? Gli uni, le altre e qualcosa di più. Volete cambiare il programma? Rete Quattro, Canale Cinque, Italia Uno. Scegliere!

martedì 4 marzo 2008

Che dite? D'Alema sarà contento?


ELEZIONI. VELINA ROSSA: NEL PD SPUNTA IL 'SEGRETARISMO' (DIRE) Roma, 4 mar. - Arriva in Parlamento un nuovo ceto politico. Si tratta "dei 'segretari', non di partito, ma di veri e propri segretari se non portaborse", si legge nella Velina Rossa, la nota politica di Pasquale Laurito. Tra i nomi delle candidature del Partito democratico, "definito il Partito del rinnovamento, leggiamo i nomi del segretario del segretario- continua Laurito- il segretario del vicesegretario, la segreteria al completo del presidente del Consiglio, la segretaria del ministro dell'Istruzione, il segretario del ministro della Difesa, il segretario del ministro della Famiglia... e sicuramente qualcuno ci sara' sfuggito". Se prima "era di moda il nepotismo" ora questa moda "come dovremo chiamarla? Il segretarismo?".

Le liste del Pd

"Volevamo portare la classe operaia al potere, ma scorrendo i nomi di tante mogli, figlie, portavoce, portaborse, segretari, ragazze/i pon pon, penso che al potere abbiamo portato la servitù."
Peppino Caldarola, (ex) deputato Pd, ex direttore de L'Unità, trombato per lasciar posto a gente che conta.

Nulla da aggiungere

lunedì 3 marzo 2008

Piero Martino: il santo patrono dei portaborse

Continua la nostra rassegna sulle Candidature del Pd (quelle del Pdl saranno commentate quando ci saranno rese note).

Ci si stava giusto domandando se, tra 25enni infervorate ed industriali rampanti, nelle liste del Pd ci fosse posto pure per i portaborse. Una professione anche troppo bistrattata, soprattutto tenendo presente che i compensi e l'impegno non sempre sono corrispondenti. Ci sarebbe anche da considerare il fatto che esistono due tipi di portaborse: quelli paraculati e quelli plebei. Quelli del primo genere giocano nella squadra dei Santi in Paradiso. Quelli del secondo genere sono collaboratori di qualche anima del purgatorio.

Così, come sempre accade, a chi più ha, più sarà dato ed i primi restano i primi anche nelle liste. Infatti a rappresentare la corporazione dei portaborse nel Pd non poteva essere che un collaboratore paraculato: Piero Martino. Portavoce di Franceschini, Capo Ufficio Stampa del Pd, Pierdomenico è un tipo da serie A. Talmente da serie A da essersi beccato come extra dello scorso anno anche una potente consulenza del Ministero della Pubblica Istruzione. Non tanto, solo 15 mila euro. Che per altri sarebbe lo stipendio di un anno, ma anche San Gennaro ha il suo tesoro! Figuriamoci se non può averlo il Patrono dei portaborse...

Comunque fidatevi, è bravo. Tanto bravo da lasciare stupefatti pure quelli di Dagospia, che il 10 ottobre 2007 mettevano in evidenza come fosse stato abile a farsi dare questa consulenza da Fioroni pur essendo il portaborse di Franceschini. Tra i due esponenti del Pd, come si sa, non corre buon sangue.

Speriamo che si faccia conoscere anche per imprese più degne!

La coerenza di Massimo Calearo


(ANSA) - VICENZA, 1 MAR - Massimo Calearo non vuol parlare di elezioni e candidature, anche se nei suoi confronti starebbe proseguendo il pressing del Pd per farlo scendere in lizza in Veneto. 'Sono in ufficio e sto lavorando - risponde all'ANSA l'imprenditore - e intendo prendermi un week end sabatico. Fino a lunedi' non parlo'.
Se questo significhi che rifiuta l'offerta a scendere in politica, il presidente di Federmeccanica precisa: 'certamente. Bisogna anche lavorare ogni tanto, e io sono quattro anni che con l'impegno di presidente di Assindustria Vicenza, dal quale mi sono dimesso ieri, non riesco a farlo'. Ma e' vero che le fanno la corte per candidarsi ? 'Mi chiamano ogni giorno, a tutte le ore - risponde -, per offrirmi di entrare in politica!'. (ANSA).

(ANSA) - VENEZIA, 2 MAR - 'Ho accettato la proposta di Walter Veltroni come capolista del Partito Democratico nella circoscrizione elettorale del Veneto dopo lunga e attenta riflessione e perche' credo che questo sia un momento fondamentale per il futuro del nostro Paese'. Cosi' Massimo Calearo, l'industriale vicentino presidente di Federmeccanica, spiega perche' ha accolto la proposta di scendere in politica con il Pd. 'Ho accettato la proposta di Veltroni - rileva - perche' se nel Partito Democratico trovano spazio anime, culture e interessi (anche non di sinistra) come quelli di cui io sono portatore, significa che la politica italiana sta veramente cambiando'.(ANSA).

sabato 1 marzo 2008

Perché Silvio Berlusconi non può perdere le elezioni


Si sa, è intuitivo, e nonostante questo Walter sta facendo di tutto per scardinare quest’idea: Silvio Berlusconi non può perdere le elezioni. Una chiacchierata con uno dei più preparati analisti politici in circolazione (che meglio di me ragiona di numeri e di algoritmi), mi ha aperto gli occhi su una realtà che è intuitiva e banale: Veltroni in nessun universo reso disponibile dalla fisica quantistica ha una possibilità di vincere.

Perché? Beh, il primo fattore è numerico: l’SWG, che com’è noto è sempre stata più ‘amica’ nei sondaggi al centrosinistra, dà nella sua ultima rilevazione il PD+Idv al 38,5 come percentuale più alta della forbice mentre al PDL+lega assegna, come percentuale minima, il 42,5%. Quattro punti secchi percentuali di distacco. Una rimonta possibile. Se non fosse che questa è la più ottimistica delle previsioni per il PD. E per giunta prima che Silvio Berlusconi, tutto preso da liste e programmi, scenda realmente in campo per fare campagna elettorale. Ed aggiungo: ad oggi nessun parlamentare del PDL è ancora impegnato in campagna elettorale.

In ogni caso ci sono cifre più verosimili: considerata l’alta fidelity party dell’elettorato di Forza Italia (3 su 4 votano per appartenenza) è più che legittimo pensare che tra gli elettori del Cav voterà Pdl qualcuno in più rispetto al 24% di elettori del 2006. Forza Italia da sola veniva data a febbraio al 27-29,6%. Sapendo che la somma di due partiti non dà mai la somma dei loro voti, diciamo che Fi nel Pdl abbia il 26,5% (il che non è vero perché ha di più). An dal 12,5 del 2006 può aver perso il 3% di consenso (esagerando), tra Storace e scontenti vari? (veniva data tra il 10 e il 14% a febbraio). Ok, 9,5%. La lega viene data minimo al 5-6%. Risultato: 41.

Ignorerò, per rendere ancora più lapalissiano il dato, le altre componenti del Pdl (Circoli vari, DC di Rotondi, Mussolini, Lombardo, Giovanardi, Dini, ecc. ecc.). Le cifre sono approssimative perché le ho esasperate al ribasso. Sommiamo tutti i minimi dell’ultimo sondaggio SWG: Sinistra arcobaleno 7% , Partito socialista 0,5%, Rosa bianca 1%, Udc, 6%, La Destra-FT 1,5%, il Partito Comunista dei Lavoratori di Ferrando 0,5%, la Sinistra Critica di Ferrando 0,2%, l’Udeur 0,3, Pro Life di Giuliano Ferrara 0,1%, altri 0,4%.

Com’è evidente a tutti questo conteggio è un paradosso, perché se la Destra o la Sinistra Critica sono al minimo difficilmente riverseranno i loro incerti sul Pd. In ogni caso… sommando tutti questi dati arriviamo ad un 17,5 che, sommato al 41 minimo del Pdl+Lega, dà un 58,5. In questo caso il Pd insieme all’Italia dei Valori vincerebbe con il 41,5%.

Considerata l’inesattezza dei dati sopra citati (che sarà superiore allo 0,25% che significherebbe perfetto pareggio) se ne evince che Silvio Berlusconi non può perdere le elezioni. Ma se anche le perdesse con queste percentuali di sostanziale pareggio, come farebbe Veltroni a governare in modo così diverso da Romano Prodi? Sarebbe inevitabile arrivare alla Grande Coalizione!

Cari anti-berlusconiani rassegnatevi: in un modo o nell’altro il Cavaliere resterà in sella.

Le candidature di servizio


Roma, 29feb. (Adnkronos) - 'In Parlamento chi lavora sono trenta persone, tutte le altre devono essere li', leali, e devono essere presenti dalle nove di mattina alle nove di sera'. Lo afferma Silvio Berlusconi rientrando a Palazzo Grazioli dopo la presentazione del programma del Pdl. 'Se ce ne sono troppi bravi -spiega il leader azzurro- fanno a pugni tra loro, perche' su un argomento vogliono parlare in tre, quattro o cinque. Quindi e' molto meglio averne uno e la riserva e basta. Questo ho imparato in questi anni'.
Berlusconi commentando le candidature scelte da Walter Veltroni (candida l'operario? 'Lo fara', ma alla fine non cambia nulla'), sostiene che devono essere presenti in Parlamento i 'rappresentanti della gente, chi ha fatto sport, chi ha rappresentato altre categorie... Guardate cosa ha fatto Fiorella Ceccacci per valorizzare il teatro', chiarisce il leader del Pdl. 'Percio' -insiste- serve un rappresentante di ogni categoria, perche' queste persone sono i canali che veicolano le esigenze del settore'.

Io lo dicevo già da parecchio tempo. I parlamentari, ragazzine comprese, sono scelti più per la loro utilità che per la loro preparazione. Il caso della Picierno è un'eccezione: serviva per dimostrare a De Mita non solo che la sua 'pupilla' era in vendita per una squallida poltrona, ma che era disposta pure ad accoltellarlo alle spalle. Un modo elegante di Veltroni per ringraziarlo della polemica scatenata in occasione della sua defenestrazione.
Per il resto, a partire dalla Madia (che oggi ha dato alta prova di sè sul Corriere e che, come sottolineava Repubblica, si è fatta subito benvolere dalla sinistra) per arrivare alla falsa precaria Ilardi, sono tutte candidature "di servizio" (ai leader). O meglio di disservizio, dato che si stanno rivoltando contro lo stesso Veltroni.
Non mi illudo, sarà così, se non peggio, per il Pdl. Sono infatti curioso di vedere le liste. Tuttavia o si cambia davvero il modus agendi della politica, o questo circo sarà destinato a continuare.
Avete notato che in campagna elettorale e nei programmi non si è spesa una sola parola sulle riforme se non per paventare, scongiurare, minacciare inciuci? Io vorrei sapere che idee hanno coloro che mi appresto a votare sul nostro sistema istituzionale. Ma mi rendo conto che in campagna elettorale, forse, è chiedere troppo.