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martedì 25 marzo 2008

Diario di un curatore di campagna - 5

Quinto giorno
Chi mi conosce sa quanto sono scettico all’idea di votare por el Pueblo e sa che questa persistente perplessità non deriva dalla simpatia mica eccessiva che la figura di Berlusconi mi ispira né dall’irritazione per il caravanserraglio che il Cavaliere trascina con sé. Non mi piace il Pdl. Mi limiterò a dire che le facce nuove che sono costretto a vedere al lavoro non mi piacciono. Almeno non tutte.

Certo che però anche dall’altra parte sono proprio messi male! Guardavo Ballarò e studiavo l’arroganza di Colaninno, pensavo all’unto che circonda Calearo e non è che mi vengano queste grandi tentazioni! Anzi… le candidature di questi signori mi danno (e sono di destra!) un po’ di voltastomaco. Sono un indeciso, mi sento un precario insoddisfatto, un lavoratore flessibile della politica. Uno di quei pochi sfigati che non riesce ad avere il pelo sullo stomaco per lucrarci qualche lira. Stipendio da morto di fame, famiglia povera. Una preda ideale per la sinistra. E infatti comincia a conquistarmi (pensate!) Bertinotti. Sì! Voglio i contributi pure io! Voglio un salario al livello dei compagni greci o spagnoli che –l’ho scoperto stasera al TG5- prendono più di me dei miei simili. I greci!

Cari Pid(u)isti, se perdete uno scontento come me ora è meglio che chiudete baracca ed emigrate. Ma come? Un infiltrato Pidiellino che ogni giorno deve sopportare angherie di ogni genere da parte di gente che, col diploma (e non dico quale), può vantare la forza politica conferitagli da 100 tessere pagate di tasca propria o da un consiglio d’amministrazione di un ente di secondo grado. Una persona di media cultura che china la testa e si vende alla sottocultura un tanto al chilo per sopravvivere, sapendo che la pecunia non olet. E vi fate perdere un’occasione così?

Diceva Guareschi che nella cabina elettorale Dio vi vede, Stalin no. Ma perdonate… io stavolta, se dovessi scegliere solo basandomi sulle politiche del lavoro, preferirei il compagno Fausto. Se no faccio la X su Berlusconi: se devo votare per gli industriali preferisco scegliere l’originale.

martedì 11 marzo 2008

Ma c’era davvero bisogno di Giuseppe Ciarrapico?


Ciò che viene da chiedersi, di fronte alle polemiche innescate a seguito dell’intervista rilasciata a Repubblica da Giuseppe Ciarrapico è: ce n’era davvero bisogno? E non parlo tanto dell’intervista, quanto della sua candidatura. L’ex re delle acque minerali, della Roma di Viola, del Secolo d’Italia, era noto come “er Fascistone” da sempre. Ora creano sconcerto le sue parole. Ma dico, ci siete o ci fate?
Da una parte abbiamo il Pdl: vi eravate improvvisamente dimenticati chi era il Ciarra? Eppure è dal 1947 che lo ricorda ad ogni piè sospinto. Sta in un posto della lista (undicesimo) dove davvero improbabilmente sarà eletto. Ma è pur sempre nel “manifesto”, nell’idea d’Italia del Pdl. Perciò inutile frignare: chi è causa del suo mal pianga sé stesso.
Dall’altra parte abbiamo il Pd: ecco pianti, lamenti, stridor di denti, stracciar di vesti e cilici. Un fascista? Abominio! Forse però i difensori della democrazia non ricordano che il 12 marzo del 2007, un anno fa –era di lunedì- il Pd si ritrovava al teatro Eliseo a Roma per celebrare i suoi fasti. In quell’occasione c’era pure un entusiastico Ciarrapico che sottolineava come la destra italiana fosse ormai morente. In quell’occasione il reazionario sosteneva Alessandra Mussolini come sindaco di Latina. Oggi Franceschini e Veltroni devono essersi dimenticati di quell’omone alle loro spalle. E si domandano come possa il Pdl circondarsi di questa teppaglia.
Il discorso ovviamente resta il solito: che bella ipocrisia! Prima si candidano in lista persone di siffatta risma per tirar su due voti in più e poi ci si indigna. Si è voluto il bipartitismo? E che vi aspettavate? Da qualche parte i voti bisognava pure raccattarli. Alla fine della fiera si scoprirà che tutta sta gente di nessun peso a parole può essere molto pericolosa. Ma basta una smentita, qualche mea culpa e tutto torna nella pax romana del secondo duomvirato.

lunedì 10 marzo 2008

Pdl: ecco le liste


Tratte da Il Giornale.it ecco tutte le liste del Popolo della Libertà

VALLE D’AOSTA

CAMERA
Un solo candidato nel collegio uninominale: è il forzista Giuseppe Gambardella, dirigente dell’agenzia delle entrate della val d’Aosta.
SENATO
Anche per Palazzo Madama c’è un solo nome in corsa, quello di Cleto Benin, presidente di Eurotravel, uno dei più importanti tour operator italiani.
PIEMONTE
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Alle spalle di Berlusconi e Fini troviamo, nella prima circoscrizione, i candidati di nomina forzista con in testa l’ex ministro Lucio Stanca, quindi Benedetto Della Vedova, leader dei Riformatori liberali, Caterina Ferrero, consigliere regionale e coordinatrice provinciale di Forza Italia, l’ex sottosegretario agli Esteri Margherita Boniver, Osvaldo Napoli, deputato uscente mentre i nomi presentati da Alleanza nazionale sono quelli di Agostino Ghiglia, coordinatore provinciale, Maria Teresa Siliquini, già sottosegretario all’Università. Nella seconda circoscrizione corrono Guido Crosetto, coordinatore regionale di Forza Italia, Roberto Rosso, già coordinatore regionale e sottosegretario al Lavoro, Gilberto Pichetto Fratin, consigliere regionale e uomo forte di Forza Italia a Biella, Maria Teresa Armosino, ex sottosegretario alle Finanze, Walter Zanetta, Enrico Costa, deputato uscente come Franco Stradella. Gli uomini di Fini sono invece Marco Zacchera, deputato uscente come Gianni Mancuso, segretario provinciale del partito. La new entry è Alessandro Ruben.
SENATO
Capolista sarà Enzo Ghigo, sicuri i nomi dei forzisti Aldo Scarabosio, notaio, alla sua terza candidatura a Palazzo Madama, Lorenzo Piccioni, anche lui al terzo mandato. Alleanza nazionale propone Ugo Martinat, coordinatore regionale, Andrea Fluttero, senatore uscente e il cuneese Beppe Menardi.
LIGURIA
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In «pole position» Claudio Scajola, ex ministro dell’Interno poi dell’Attuazione del programma nel governo Berlusconi. Quarta in lista Fiamma Nirenstein, opinionista del Giornale, dietro di lei Sandro Biasotti ex governatore della Liguria, ora consigliere regionale, Gabriella Mondello, deputato uscente di Forza Italia, Eugenio Minasso deputato e coordinatore regionale di An, Michele Scandroglio omologo di Forza Italia, Roberto Cassinelli avvocato, coordinatore cittadino di Fi a Genova, Alessandro Gianmoena, responsabile nazionale Formazione dei giovani di Forza Italia e collaboratore di Gianni Baget Bozzo, Raffaella Della Bianca, capogruppo di Forza Italia al Comune di Genova, Gianni Plinio, capogruppo di An in Regione, Franco Amadeo, vicepresidente della Provincia di Imperia, Giulia Costigliolo, Alessandro Parino, Maria Grazia Frja, Laura Bestoso.
SENATO
Capolista è Enrico Musso, docente universitario, già candidato sconfitto a sindaco a Genova. Numero due Giorgio Bornacin senatore di An. Seguono Gabriele Boscetto deputato di Forza Italia, avvocato, di Imperia, Franco Orsi consigliere regionale forzista, Luigi Morgillo consigliere regionale di Forza Italia, imprenditore, spezzino, Gianfranco Gadolla imprenditore, presidente Provinciale di An, Roberta Bergamaschi, Fabio Cenerini.
LOMBARDIA
CAMERA
Nella prima circoscrizione, dietro ai capilista Berlusconi e Fini il Pdl schiera Ignazio La Russa, uno dei colonnelli di An, Gianfranco Rotondi, leader della Democrazia cristiana per le autonomie, Stefania Craxi, Andrea Ronchi, Mario Valducci, Paolo Romani, Maurizio Lupi, l’europarlamentare di An Cristiana Muscardini, Luigi Casero, Francesco Colucci, Gaetano Pecorella, Valentina Aprea, Paola Frassinetti, Mariella Bocciardo, Elena Centemero, Riccardo De Corato, Giorgio Stracquadanio, Simone Crolla. Nella circoscrizione Lombardia 2, dietro i due leader si candidano l’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti, la coordinatrice azzurra Maria Stella Gelmini, Raffaello Vignali, presidente della Compagnia delle opere, Mirko Tremaglia, Gregorio Fontana, Stefano Saglia, Antonio Palmieri, Adriano Paroli, Laura Ravetto, Viviana Beccalossi, assessore regionale all’Agricoltura, Giuseppe Romele, Giorgio Iannone, Maria Berruti, Domenico Angelucci, editore di «Libero», il giornalista dello stesso quotidiano Renato Farina, Luigi Fabbri, Antonio Verro, Marco Airaghi. Nella circoscrizione 3, sempre alle spalle di Berlusconi e Fini, troviamo Giancarlo Abelli, Massimo Corsaro, Maurizio Bernardo, Chiara Moroni, Andrea Orsini, Carlo Nola, Oscar Rivetti, Giacomo Tiraboschi.
SENATO
Assegnato da tempo il posto di capolista al governatore della Lombardia Roberto Formigoni, alle sue spalle troviamo le riconferme dei senatori uscenti: da Alfredo Mantica (An) all’ex presidente della Provincia di Milano Ombretta Colli (Forza Italia), da Guido Possa (Forza Italia) ad Alessio Butti (An), da Gianpiero Cantoni (Forza Italia) a Marcello Dell’Utri (Forza Italia). A seguire Mario Mantovani, europarlamentare di Forza Italia, Romano Comincioli (Forza Italia), Antonino Caruso (An) a Luigi Scotti (Forza Italia), Antonio Tomassini (Forza Italia), Giancarlo Serafini, consigliere regionale di Forza Italia, Giuseppe Valditara (An), Giacomo Caliendo, presidente dell’associazione dei magistrati tributari, Salvatore Sciascia, ex dirigente Fininvest, Valerio Carrara, senatore uscente di Forza Italia, Alfredo Messina, Pierfrancesco Gamba (An), deputato uscente, Riccardo Conti e Alessandro Gallone (An).
VENETO
CAMERA
Nella prima circoscrizione i posti considerati «buoni» sono i primi tredici dopo il ticket Berlusconi-Fini. A occuparli sono Niccolò Ghedini, senatore uscente e legale di fiducia del Cavaliere, Alberto Giorgetti, coordinatore regionale di An, Aldo Brancher (Forza Italia), Francesco De Luca (Dc per le autonomia), Filippo Ascierto (An), Marino Zorzato (Forza Italia), Lorena Milanato (Forza Italia), Luca Bellotti (An), Giustina Mistrello Destro (Forza Italia), Elisabetta Gardini (Forza Italia), Giorgio Conte (An), Enrico Hüllweck, ex sindaco di Vicenza (Forza Italia), Vendemiano Sartor, presidente della Confartigianato Veneto. Non ancora sicuri l’imprenditore discografico Gianmarco Mazzi vicino ad An, Luca Moschini (candidato dei Circoli della libertà di Michela Brambilla) e il deputato uscente Giuseppe Fini (Forza Italia). Nella circoscrizione Veneto 2 le candidature «blindate» arrivano al nono posto dopo Berlusconi e Fini. A conquistarle sono stati Renato Brunetta, europarlamentare di Forza Italia, docente universitario e uno degli economisti di riferimento del centrodestra, Adolfo Urso, ex viceministro alle Attività produttive (An), l’assessore regionale Fabio Gava (Forza Italia), Valentino Valentini, da anni interprete di fiducia di Berlusconi nei summit internazionali, Maurizio Paniz (Forza Italia), Catia Polidori, presidente dei giovani imprenditori della Confapi, Ettore Riello, presidente e amministratore delegato del Gruppo Riello, l’ex deputato di Forza Italia Michele Zuin, Pieralfonso Fratta Pasini. Dovranno sudarsi il seggio Luca Sbardella, Annalisa Andretta, Letizia Ortica, l’ex deputato di Forza Italia Lucio Leonardelli.
SENATO
Capolista è il presidente della Regione Veneto Giancarlo Galan. Dietro di lui le caselle a garanzia d’elezione sono occupate da Luigi Ramponi (An), Elisabetta Casellati (Forza Italia), Maurizio Sacconi (Forza Italia), Maurizio Sala (An), Paolo Scarpa Bonazza Buora (Forza Italia), Cinzia Bonfrisco (Forza Italia), il direttore della Fiera di Vicenza Maurizio Castro, vicino ad An, Piero Longo, penalista e uno degli avvocati di fiducia di Berlusconi, l’imprenditore rodigino Mauro Mainardi, il senatore uscente Pierantonio Zanettin (Forza Italia) e il deputato uscente Cesare Campa (Forza Italia).
TRENTINO ALTO ADIGE
CAMERA
Prima alla Camera tra i monti dell’Alto Adige e del Trentino sarà la campionessa olimpica di sci Manuela Di Centa, deputata uscente di Forza Italia. Dietro di lei Giorgio Holzmann, deputato altoatesino di An. Poi Maurizio Del Tenno, considerato un pò il «Colaninno» del Pdl: presidente nazionale dei giovani di Confartigianato, imprenditore di Sondrio nel settore immobiliare e vicepresidente dei Circoli della libertà. In quarta posizione Mario Malossini (Forza Italia). Più defilato Alberto Berger.
SENATO Candidato nel collegio senatoriale uninominale di Trento sarà Sergio Divina, senatore uscente, leghista; in Valsugana il Pdl schiera Giacomo Santini ex telecronista Rai, Forza Italia; a Rovereto Cristano De Eccher di An; candidati a Bolzano dovrebbero essere Maurizio Vezzali, Patrizia Ancilla Orio e Giuseppe Bellomo (tutti e tre di Forza Italia).
FRIULI
CAMERA Il vicepresidente della Commissione europea ed ex (ma forse anche futuro) ministro degli Esteri Franco Frattini sarà il capolista del Pdl in Friuli Venezia Giulia. Si sposta dal Senato alla Camera l’ex sottosegretario agli Esteri Roberto Antonione, che in caso di vittoria potrebbe seguire Frattini alla Farnesina. Posto blindato anche per il coordinatore regionale azzurro Isidoro Gottardo che lascia la regione per entrare a Montecitorio. In lista al posto numero sette Forza Italia ha schierato invece uno dei due ex leghisti passati col Cavaliere, Albertino Gabana. L’altro, Marco Pottino, guadagna l’ottavo posto e dovrebbe figurare come il primo dei non eletti. In quota ad An entrano invece i due deputati uscenti, Roberto Menia e Manlio Contento. A completare la lista infine la giovanissima Ilia Franzin, ventottenne di Maniago, l’assessore tarvisiano Francesca Comello e il goriziano Fabio Gentile.
SENATO
Per la corsa a palazzo Madama il Popolo della Libertà ha scelto di inserire in testa di lista tre candidati blindati in ordine alfabetico: Giulio Camber, Giovanni Collino e Ferruccio Saro. Il quarto posto, assegnato a Vanni Lenna, non è certo.
EMILIA ROMAGNA
CAMERA Sale sul podio al terzo posto garantito Michela Vittoria Brambilla, catapultata dalla lista della Lombardia. Poi l’ex ministro dei Trasporti Pietro Lunardi e Tommaso Foti di Alleanza Nazionale. E ancora il giornalista Giancarlo Mazzuca, direttore del Quotidiano Nazionale. L’azzurro Fabio Garagnani, l’imprenditore Enzo Raisi per An e Giorgio Lainati per Fi. In ottima posizione l’avvocato Anna Maria Bernini, già nota alle cronache perché assiste legalmente la vedova di Luciano Pavarotti, Nicoletta Mantovani. Transfuga dall’Udc, Emerenzio Barbieri. Sospinti a fondo lista, immeritatamente, l’infaticabile Isabella Bertolini, l’ex sindacalista Giuliano Cazzola e il giornalista Giovanni Mottola.
SENATO
Capolista un altro transfuga dall’Udc, Carlo Giovanardi, ex ministro per i Rapporti col Parlamento e berlusconiano doc. Poi Filippo Berselli,An, ex sottosegretario alla Difesa ed esperto del tema immigrazione. Giampaolo Bettamio per Forza Italia ex sottosegretario agli Esteri. L’avvocato Alberto Balboni, ancora An.L’azzurra Laura Bianconi, impegnata per i diritti dell’infanzia nella precedente legislatura. Massimo Palmizio, Fi e infine, in una posizione che ha scarse possibilità di arrivare in parlamento, Maria Ida Germontani per An.
TOSCANA
CAMERA
Corrono per la Camera Paolo Bonaiuti, fiorentino, portavoce di Silvio Berlusconi (se ne parla come di un possibile candidato anche a sindaco di Firenze nel 2009), Elio Vito (capogruppo alla Camera di Forza Italia), Denis Verdini (coordinatore regionale di Fi), Riccardo Migliori (coordinatore toscano di An) Marco Martinelli (parlamentare uscente di An). In buona posizione tre candidate: la ex responsabile Marketing della Rai, Deborah Bergamini, il sindaco di Castiglione della Pescaia Monica Faenzi e Flavia Perina, direttore del Secolo d'Italia, già eletta nel 2006 nelle liste toscane di An. Più indietro Massimo Parisi, vicecoordinatore regionale di Fi, Gabriele Toccafondi, vicecapogruppo di Fi al Comune di Firenze, Maurizio Bianconi, consigliere regionale di An, Riccardo Mazzoni, direttore del Giornale della Toscana, Roberto Tortoli, ex sottosegretario all’Ambiente.
SENATO
Capolista l’ex ministro dell'Ambiente e capogruppo di An al Senato Altero Matteoli. Dietro di lui il coordinatore nazionale di Forza Italia, Sandro Bondi, toscano di Fivizzano, Gaetano Quagliariello, Franco Mugnai (grossetano senatore uscente di An), Paolo Amato (senatore fiorentino di Forza Italia) Achille Totano (giovane senatore uscente di An), Massimo Baldini (ex sottosegretario alle Comunicazioni). In posizione meno facile Lucio Barani (parlamentare uscente del Nuovo Psi), e Franco Banchi (ex Udc, ora Popolari Liberali).
UMBRIA
CAMERA
Il Pdl candida l’ex comandante della Guardia di Finanza, il generale Roberto Speciale, rimosso dal suo incarico dal viceministro Vincenzo Visco e poi reintegrato dal Tar del lazio con conseguente bufera di polemiche e sue dimissioni finali. Poi il consigliere regionale di An Pietro Laffranco, il coordinatore regionale di Forza Italia, Luciano Rossi.
SENATO
Capolista il senatore di Forza Italia, Franco Asciutti, di Perugia ex presidente della Commissione Istruzione del Senato ed esperto di problematiche scolastiche. Poi da Alleanza Nazionale. Domenico Benedetti Valentini, avvocato di Spoleto. La consigliera regionale di Forza Italia, Ada Spadoni Urbani, anche lei nata a Spoleto. Infine Dario Guardalben, capogruppo al consiglio comunale di Terni.
MARCHE
CAMERA
Dopo Berlusconi e Fini sono candidati il leader repubblicano Giorgio La Malfa, il coordinatore regionale di Forza Italia Remigio Ceroni, Carlo Ciccioli, Ignazio Abrignani, commissario liquidatore della Compagnia Italiana Turismo già candidato di Forza Italia nel 2001 e nel 2006. Saranno candidati anche Licia Ronzulli, medico fisioterapista, Simone Baldelli, deputato uscente di Forza Italia, Claudio Barbaro, presidente dell’Associazione sportiva italiana e membro dell’esecutivo del Coni.
SENATO
Capolista sarà Mario Baldassarri, economista, di An, nato a Macerata, laureato ad Ancona, ex viceministro dell’Economia del governo Berlusconi. Dietro di lui Francesco Casoli, senatore di Forza Italia, anconetano, Salvatore Piscitelli, Giulio Conti, deputato uscente di An, Francesco Massi, consigliere regionale ex Udc.
LAZIO
CAMERA
Nel collegio Lazio 1 il Pdl punta su Gianni Alemanno e Fabrizio Cicchitto come capolista. Dopo di loro Beatrice Lorenzin; Luciano Pescante e il leader della protesta dei tassisti romani Loreno Bittarelli. Nel collegio Lazio 2, dopo i capolista Berlusconi, figurano Rocco Crimi; Giorgia Meloni; la ex portavoce del Family Day, Eugenia Roccella; il combattivo parlamentare di An, Fabio Rampelli; Gianfranco Conte; Cosimo Ventucci; Francesco Aracri; Giulio Marini; Antonello Iannarilli; Angelo Santori; Giuseppe Mochi; Giovanni Crescenzi e Fabio De Angelis.
SENATO
Capolista l’ex presidente del Senato, Marcello Pera, seguito da Maurizio Gasparri, già designato come futuro presidente del gruppo unico a Palazzo Madama. Terzo nella lista è Lamberto Dini seguito dall’ex sottosegretario alla Salute, Cesare Cursi. Al quarto posto un altro big, come il senatore Mauro Cutrufo, indicato dal Pdl come vicesindaco a Roma. E ancora: Andrea Augello; Giuseppe Ciarrapico in undicesima posizione, Domenico Gramazio, il sindaco di Anzio, Candido De Angelis e il consigliere regionale di Forza Italia, Stefano De Lillo.
ABRUZZO
CAMERA Subito dopo i due leader Berlusconi e Fini la candidatura forte di Maurizio Scelli, l’ex commissario straordinario della Croce Rossa italiana. Carla Castellani, medico ed esperta di problematiche dell’infanzia, per Alleanza nazionale. L’azzurro Sabatino Aracu; l’imprenditrice Paola Pelino di Sulmona, Fi; Marcello De Angelis, An; Daniele Toto, nipote del fondatore della linea aerea Airone; Giovanni Dell’Elce, ex sottosegretario alle Attività Produttive, Fi. E poi ancora Lorenzo Sospiri, ex presidente provinciale di An. Giuseppe Stanziale, vice coordinatore regionale di Forza Italia. Per An Etelwardo Sigismondi.
SENATO
Capolista il coordinatore regionale di Forza Italia, Andrea Pastore e subito dopo il coordinatore di An, Fabrizio Di Stefano. Seguono l’imprenditore, Filippo Piccone e il consigliere regionale, Paolo Tancredi, entrambi per Forza Italia. Gianfranco Giuliante, presidente provinciale di An, Patrizio Stornelli, medico di Avezzano, e Daniela Arcieri sempre per An.
MOLISE
CAMERA
Nel Molise i capolista fanno eccezione alla regola. Dopo Silvio Berlusconi, infatti, non c’è Gianfranco Fini bensì la giovane larinese Sabrina De Camillis, capogruppo di Forza Italia alla Regione. Per An ci sarà invece Quintino Pallante, primo dei non eletti in regione. Essendo una regione poco popolosa, le liste sono ridotte all’osso. E i posti utili sono quello del capogruppo e, forse, quello del numero due in lista. Alla prova dei fatti non è tornato sulla scena Michele Iorio di cui si era ipotizzato un ritorno in Parlamento.
SENATO
Il Molise elegge due senatori, e visti i quozienti che bisogna ottenere, normalmente i seggi finiscono per essere assegnati uno al centrodestra e uno al centrosinistra. Quindi in pole-position c’è il capolista Ulisse Di Giacomo, medico-cardiologo, assessore alle Politiche per la Salute in Regione e coordinatore regionale di Forza Italia, seguito dal senatore uscente Gino Di Bartolomeo, già presidente della Regione.
CAMPANIA
CAMERA
Nella circoscrizione Campania 1 dopo Berlusconi e Fini, nel posto d’onore dove avrebbe dovuto essere piazzato Antonio D’Amato figura il segretario del Nuovo Psi, Stefano Caldoro, seguito da Alessandra Mussolini; Italo Bocchino. Al quattordicesimo posto c’è Amedeo Laboccetta e al diciannovesimo il paracadutista e medaglia d’oro al valor militare, Gianfranco Paglia. In Campania 2 c’è Mara Carfagna, seguita da Nicola Cosentino e Mario Landolfi. Subito dopo il sesto nominativo è quello di Giancarlo Lehner, al settimo posto l’avvocato Nunzia De Girolamo, seguita da Edmondo Cirielli. In lista anche Michaela Biancofiore e Gennaro Malgieri.
SENATO
Per Palazzo Madama la capolista è l’ex governatrice di Nassiriya e inviata nel Darfur, Barbara Contini, oggi anche responsabile di Forza Italia per gli Italiani nel mondo. Dopo questa prestigiosa new entry c’è il senatore beneventano Pasquale Viespoli; il senatore di Forza Italia Pasquale Giuliano; il medico ed ex assessore alla Regione, Raffaele Calabrò. Sempre in Campania sono candidati Sergio De Gregorio, Vincenzo Nespoli e la giornalista del Tg1, moglie di Emilio Fede, Diana De Feo.
PUGLIA
CAMERA
L’ex governatore della Puglia, Raffaele Fitto, per Forza Italia. Al quarto posto il senatore di An, Alfredo Mantovano, ex sottosegretario all’Interno ed esperto delle problematiche legate ai flussi migratori. Per Fi Antonio Leone, l’avvocato Donato Bruno; Luigi Vitali. Per An, Antonio Bonfiglio. Poi Pietro Franzoso e Andrea Lazzoni, Fi. L’industriale Francesco Divella, An, Simeone Di Cagno Abbrescia, ex sindaco di Bari, e Gabriella Carlucci per Fi. Italo Tanoni, un diniano. Carmine Patarino, An, Vincenzo Barba imprenditore, Fi, la presidentessa dell’associazione donne marocchine Souad Sbai An. Peppino Calderisi, Barbara Mannucci che copre il fronte dei giovani di Forza Italia. Infine Luca D’Alessandro, giornalista e capo ufficio stampa di Forza Italia.
SENATO
Capolista per An, Adriana Poli Bortone, ex sindaco di Lecce. Subito dopo Antonio Azzollini per Forza Italia. Giorgio Costa, Fi, ex sottosegretario alla Difesa. Carmelo Morra, l’imprenditore Francesco Maria Amoruso per An e l’imprenditore Pasquale Nessa Fi il senatore Salvatore Mazzaracchio di Forza Italia per An il consiglire regionale Michele Saccomanno. Luigi Grillo per Fi; Luigi Lettieri D’Ambrosio, presidente dell’Ordine dei Farmacisti regionale e Cosimo Gallo.
BASILICATA
CAMERA
Dopo la coppia leader c’è il «Gianni Letta» di An, Donato Lamorte, storico consigliere di Fini. Lamorte è seguito da Vincenzo Taddei, già senatore di Forza Italia ed ex coordinatore regionale. Quinto posto per Giuseppe Moles, segretario particolare di Antonio Martino alla Difesa durante il governo Berlusconi e infine Mariano Pici, medico chirurgo.
SENATO
Primo della lista è il coordinatore regionale di Forza Italia e senatore, Guido Viceconte, al secondo posto il coordinatore di An, Egidio Digilio, al terzo il capogruppo di Forza Italia alla Regione Cosimo Latronico, a seguire Nicola Pagliuca, consigliere regionale di Forza Italia, poi il consigliere provinciale di Matera, sempre di Forza Italia, Paolo Castelluccio, e infine Lella Ferro, professoressa.
CALABRIA
CAMERA
Per tentare di vincere in Calabria, il Popolo delle libertà mette in campo alcuni nomi pesanti. Dopo Berlusconi e Fini c’è l’imprenditore della moda, Santo Versace, seguito da Francesco Nucara segretario nazionale del Pri e dal coordinatore regionale di An, Giovanni Dima. Segue Giancarlo Pittelli (Fi) che ritorna alla Camera dopo una legislatura al Senato; Lella Golfo, presidente della Fondazione Bellisario. E poi Iole Santelli e la componente dell’ Antimafia, Angela Napoli. A seguire Pino Galati strappato» all’Udc e Ida D’Ippolito parlamentare di Forza Italia.
SENATO
Per Palazzo Madama è confermato capolista Francesco Nitto Palma (Fi) che dalla Lombardia arriva in Calabria, seguito da Giuseppe Valentino (An) e Antonio Gentile (Fi). Dopo di loro Vincenzo Speziali, industriale del cemento molto vicino a Marcello Dell’Utri, candidato in quota azzurra. E poi ancora: Francesco Bevilacqua (An) che rientra dopo una legislatura di fermo. E Mario Caligiuri che, come sindaco di Soveria Mannelli dal 1985 al 2004, ha fatto diventare il suo comune quello più informatizzato d’Europa. Una candidatura per la quale si è mossa anche la società civile.
SICILIA
CAMERA
Per la Sicilia occidentale in terza posizione Gianfranco Miccichè, presidente dell’Assemblea Regionale poi il coordinatore regionale Angelino Alfano, entrambi provenienti da Forza Italia. Per Alleanza Nazionale c’è Giuseppe Scalia seguito da altri due esponenti azzurri: Enrico La Loggia e Pippo Fallica. In posizione privilegiata l’assessore al turismo della regione, Dore Misuraca, marito di Barbara Cittadini e dunque genero di Ettore Cittadini, ex assessore alla sanità. Subito dopo di nuovo An con Antonino Lopresti seguito da Gaspare Giudice. Per la Sicilia orientale l’ex ministro della Difesa, Antonio Martino, An, l’ex ministro delle Pari Opportunità, Stefania Prestigiacomo, Fi. Poi Carmelo Briguglio e Domenico Arezzo, entrambi An.
SENATO
L’azzurro Renato Schifani guida la lista Pdl. Poi Domenico Nania per An e il professor Carlo Vizzini, Fi. Tra i sicuramente eletti nelle posizioni alte della lista Giuseppe Firrarello, Antonio D’Alì, sottosegretario al ministero dell’Interno con il governo Berlusconi. Poi il magistrato Roberto Centaro, il Lumìa del centrodestra, seguito da Mario Francesco Ferrara, Salvo Fleres, Raffaele Stancanelli e, finalmente una donna, Simona Vicari, ex sindaco di Cefalù e unica donna presente nell’assemblea regionale.
SARDEGNA
CAMERA
Due anni fa Forza Italia e An ottennero sei posti a Montecitorio. Questa volta i sondaggi indicano che non dovrebbe essere difficile per il Pdl arrivare a quota otto, mentre il nono e il decimo posto scatterebbero solo in virtù di una vittoria netta. La formazione alla Camera vede, dopo Berlusconi e Fini, l’ex presidente della Regione, Mauro Pili; Bruno Murgia (da An); Salvatore Cicu; Giuseppe Cossiga; Carmelo Porcu; Piero Testoni; il sindaco di Olbia Settimo Nizzi; l’attore Luca Barbareschi; Paolo Vella; Giovanni Marras; Ada Lai; Maddalena Calia; Antonella Sedda; Ida Sarrizu; Sisinnio Piras e Davide Billai.
SENATO Nella lista per Palazzo Madama scontate le conferme di Beppe Pisanu come capolista e degli uscenti Mariano Delogu, Piergiorgio Massidda e Fedele Sanciu. Al quarto posto entra, però, il segretario del sindacato autonomo di Polizia, Fillippo Saltamartini. Gli altri nomi (a rischio) sono quelli di Silvestro Ladu, già consigliere regionale nel gruppo Fortza Paris; Battista Corda, capogruppo di Forza Italia in consiglio provinciale di Nuoro; la dirigente comunale Ada Granata e Anna Casula

venerdì 7 marzo 2008

Marianna Madia e Barbara Matera: Saranno Famose


Marianna Madia si lamenta oggi su Repubblica per essere stata crocefissa per la candiatura. Ma poveriiina! Lasciatela stare deve crescere! Certo se doveva crescere poteva pure evitare di farlo in Parlamento. Anche perché di questi spot elettorali si fatica a comprenderne il senso. Doveva essere giovane? Doveva essere donna? E perché proprio la Madia? Il punto è che in parlamento si è smarrito il concetto di rappresentanza politica (il che implica una selezione elettiva) e lo si è sostituito con quello di rappresentanza corporativa (quota panda donne, meglio se giovani neolaureate). E si vorrebbe, da parte di codesta gente, che non si possa neppure giudicarli? Dopo un terno al lotto di questo genere (15 mila euro al mese per 5 anni, più extra) qualcosa lo dovrai pure provare no?
Dall’altro lato spunta a sorpresa Barbara Matera. Una figura di intellettuale di spessore. Notti sul ghiaccio, la domenica del villaggio, la letteronza. Anche questa si deve fare? Anche questa non si può giudicare? Magari sono geni inespressi, magari sono ragazze prodigio della politica italiana. Non dico di no. Solo che lo dovrebbero dimostrare prima, non dopo. Se no ai ragazzi di venticinque anni non andate a parlare di merito. Perché sono convinto che preferirebbero essere sottorappresentanti come “classe” piuttosto che essere rappresentati da pie donne che hanno incrociato lo sguardo del maestro.

giovedì 6 marzo 2008

Luca Barbareschi candidato di An in Sicilia

Prime anticipazioni nel totoliste. Voci autorevoli parlano di una candidatura alla Camera del noto attore Luca Barbareschi in Sardegna al quinto posto nella quota di Alleanza Nazionale.


Il pdl non cambia palinsesto


Oggi, come sempre accade in campagna elettorale, le notizie sono rimbalzate come proiettili impazziti. Nel frullatore sono caduti i dissidi interni al Pd con i radicali, la retta via smarrita di Selva, la ‘nuova’ candidatura di De Mita e quella della Pricipessa Borghese (avanti Savoia! Dopo gli Sforza-Ruspoli della scorsa tornata, aspettiamo che i Colonna corrano contro gli Orsini per il Comune di Roma), i ripescati di Veltroni (sacrosanti una volta tanto) e i suoi ‘nuovi’ progetti (un’impresa in un giorno… dove l’avrò già sentita?). Fatti rilevanti, ma non decisivi.
Per gli amanti delle notizie bomba, invece, segnaliamo anticipatamente la giornata di domani: novità sul Governo Prodi e, in serata, si attendono le liste del Pdl (a meno di ulteriori slittamenti). Ci sarà molto su cui commentare. Nani e ballerine? Gli uni, le altre e qualcosa di più. Volete cambiare il programma? Rete Quattro, Canale Cinque, Italia Uno. Scegliere!

mercoledì 5 marzo 2008

Il modello Lesotho


E’ un processo che va avanti da molto, moltissimo tempo e siamo giunti ormai al culmine della rivoluzione: il nostro sistema non può più dirsi parlamentare. Bisogna prenderne atto. Il potere del Parlamento sull’Esecutivo conosce in ogni sistema democratico dei contrappesi in modo da imporre la governabilità: in alcuni Stati vi è l’investitura diretta del capo dell’Esecutivo e non vi è dunque la fiducia (ad es. Stati Uniti), in altri vi è la fiducia ma esistono forme di dissuasione al suo uso indiscriminato come il potere di scioglimento delle Camere al Primo Ministro o la sfiducia costruttiva (ad es. Germania).
In Italia, ove vige un sistema di democrazia parlamentare a bicameralismo perfetto, l’assenza di ‘armi’ per il Governo ha portato, con altri fattori, ad un’instabilità cronica. Potevamo dividerci sulle ricette da adottare, invece ecco presentarsi la vera cura: il potere di nomina del Parlamento in mano al candidato Primo Ministro. Un metodo rivoluzionario che potrebbe solo apparentemente sembrare datato (ricordiamo che durante la Monarchia il Senato del Regno era di nomina regia… restava la Camera ad essere elettiva, ma oggi abbiamo risolto questo inconveniente). Dopo una fase di collaudo poco riuscita col Governo Prodi, questa volta speriamo in una migliore resa dopo importanti ed efficientistici aggiustamenti: la nuova versione riveduta e corretta vede la drastica riduzione dei partiti nelle coalizioni e l’eliminazione di qualsivoglia possibile dissenziente.
Dopo che Berlusconi ha sollevato la questione dell’inutilità di più di 30 persone preparate nelle Camere (se no litigano), il rivale Veltroni ha dato pratica realizzazione al progetto di epurazione di qualsivoglia testa pensante per sostituirla con una schiera di segretari (come asseriva ieri anche la Velina Rossa!) e di ragazzini/e con un peso politico e morale pari a quello che può avere il Lesotho nell’Assemblea Generale dell’Onu (senza offesa per i Lesotiani). Uno spot per ogni categoria: la fanciulla bella e brillante con 110 e lode (ce ne sono altre 10 mila), l’addetta al call center (per giunta fasulla), il giovane industriale (figlio di), il rampante industriale, una selva di sindacalisti e portaborse dei big (l’intero staff di Palazzo Chigi). Gente che magari qualcosa ne sa, per carità. Ma senza interessi o un elettorato da rappresentare. Senza la forza e l’esperienza soprattutto.
Confidiamo che anche Silvio si adegui e garantisca finalmente una piena governabilità sostituendo l’inutile orpello del rappresentante del popolo con più utili e funzionali robot antropomorfi che possano schiacciare in sincrono il giusto bottone. Ci costerebbero pure meno!

martedì 4 marzo 2008

Che dite? D'Alema sarà contento?


ELEZIONI. VELINA ROSSA: NEL PD SPUNTA IL 'SEGRETARISMO' (DIRE) Roma, 4 mar. - Arriva in Parlamento un nuovo ceto politico. Si tratta "dei 'segretari', non di partito, ma di veri e propri segretari se non portaborse", si legge nella Velina Rossa, la nota politica di Pasquale Laurito. Tra i nomi delle candidature del Partito democratico, "definito il Partito del rinnovamento, leggiamo i nomi del segretario del segretario- continua Laurito- il segretario del vicesegretario, la segreteria al completo del presidente del Consiglio, la segretaria del ministro dell'Istruzione, il segretario del ministro della Difesa, il segretario del ministro della Famiglia... e sicuramente qualcuno ci sara' sfuggito". Se prima "era di moda il nepotismo" ora questa moda "come dovremo chiamarla? Il segretarismo?".

Le liste del Pd

"Volevamo portare la classe operaia al potere, ma scorrendo i nomi di tante mogli, figlie, portavoce, portaborse, segretari, ragazze/i pon pon, penso che al potere abbiamo portato la servitù."
Peppino Caldarola, (ex) deputato Pd, ex direttore de L'Unità, trombato per lasciar posto a gente che conta.

Nulla da aggiungere

lunedì 3 marzo 2008

Piero Martino: il santo patrono dei portaborse

Continua la nostra rassegna sulle Candidature del Pd (quelle del Pdl saranno commentate quando ci saranno rese note).

Ci si stava giusto domandando se, tra 25enni infervorate ed industriali rampanti, nelle liste del Pd ci fosse posto pure per i portaborse. Una professione anche troppo bistrattata, soprattutto tenendo presente che i compensi e l'impegno non sempre sono corrispondenti. Ci sarebbe anche da considerare il fatto che esistono due tipi di portaborse: quelli paraculati e quelli plebei. Quelli del primo genere giocano nella squadra dei Santi in Paradiso. Quelli del secondo genere sono collaboratori di qualche anima del purgatorio.

Così, come sempre accade, a chi più ha, più sarà dato ed i primi restano i primi anche nelle liste. Infatti a rappresentare la corporazione dei portaborse nel Pd non poteva essere che un collaboratore paraculato: Piero Martino. Portavoce di Franceschini, Capo Ufficio Stampa del Pd, Pierdomenico è un tipo da serie A. Talmente da serie A da essersi beccato come extra dello scorso anno anche una potente consulenza del Ministero della Pubblica Istruzione. Non tanto, solo 15 mila euro. Che per altri sarebbe lo stipendio di un anno, ma anche San Gennaro ha il suo tesoro! Figuriamoci se non può averlo il Patrono dei portaborse...

Comunque fidatevi, è bravo. Tanto bravo da lasciare stupefatti pure quelli di Dagospia, che il 10 ottobre 2007 mettevano in evidenza come fosse stato abile a farsi dare questa consulenza da Fioroni pur essendo il portaborse di Franceschini. Tra i due esponenti del Pd, come si sa, non corre buon sangue.

Speriamo che si faccia conoscere anche per imprese più degne!

La coerenza di Massimo Calearo


(ANSA) - VICENZA, 1 MAR - Massimo Calearo non vuol parlare di elezioni e candidature, anche se nei suoi confronti starebbe proseguendo il pressing del Pd per farlo scendere in lizza in Veneto. 'Sono in ufficio e sto lavorando - risponde all'ANSA l'imprenditore - e intendo prendermi un week end sabatico. Fino a lunedi' non parlo'.
Se questo significhi che rifiuta l'offerta a scendere in politica, il presidente di Federmeccanica precisa: 'certamente. Bisogna anche lavorare ogni tanto, e io sono quattro anni che con l'impegno di presidente di Assindustria Vicenza, dal quale mi sono dimesso ieri, non riesco a farlo'. Ma e' vero che le fanno la corte per candidarsi ? 'Mi chiamano ogni giorno, a tutte le ore - risponde -, per offrirmi di entrare in politica!'. (ANSA).

(ANSA) - VENEZIA, 2 MAR - 'Ho accettato la proposta di Walter Veltroni come capolista del Partito Democratico nella circoscrizione elettorale del Veneto dopo lunga e attenta riflessione e perche' credo che questo sia un momento fondamentale per il futuro del nostro Paese'. Cosi' Massimo Calearo, l'industriale vicentino presidente di Federmeccanica, spiega perche' ha accolto la proposta di scendere in politica con il Pd. 'Ho accettato la proposta di Veltroni - rileva - perche' se nel Partito Democratico trovano spazio anime, culture e interessi (anche non di sinistra) come quelli di cui io sono portatore, significa che la politica italiana sta veramente cambiando'.(ANSA).

sabato 1 marzo 2008

Le candidature di servizio


Roma, 29feb. (Adnkronos) - 'In Parlamento chi lavora sono trenta persone, tutte le altre devono essere li', leali, e devono essere presenti dalle nove di mattina alle nove di sera'. Lo afferma Silvio Berlusconi rientrando a Palazzo Grazioli dopo la presentazione del programma del Pdl. 'Se ce ne sono troppi bravi -spiega il leader azzurro- fanno a pugni tra loro, perche' su un argomento vogliono parlare in tre, quattro o cinque. Quindi e' molto meglio averne uno e la riserva e basta. Questo ho imparato in questi anni'.
Berlusconi commentando le candidature scelte da Walter Veltroni (candida l'operario? 'Lo fara', ma alla fine non cambia nulla'), sostiene che devono essere presenti in Parlamento i 'rappresentanti della gente, chi ha fatto sport, chi ha rappresentato altre categorie... Guardate cosa ha fatto Fiorella Ceccacci per valorizzare il teatro', chiarisce il leader del Pdl. 'Percio' -insiste- serve un rappresentante di ogni categoria, perche' queste persone sono i canali che veicolano le esigenze del settore'.

Io lo dicevo già da parecchio tempo. I parlamentari, ragazzine comprese, sono scelti più per la loro utilità che per la loro preparazione. Il caso della Picierno è un'eccezione: serviva per dimostrare a De Mita non solo che la sua 'pupilla' era in vendita per una squallida poltrona, ma che era disposta pure ad accoltellarlo alle spalle. Un modo elegante di Veltroni per ringraziarlo della polemica scatenata in occasione della sua defenestrazione.
Per il resto, a partire dalla Madia (che oggi ha dato alta prova di sè sul Corriere e che, come sottolineava Repubblica, si è fatta subito benvolere dalla sinistra) per arrivare alla falsa precaria Ilardi, sono tutte candidature "di servizio" (ai leader). O meglio di disservizio, dato che si stanno rivoltando contro lo stesso Veltroni.
Non mi illudo, sarà così, se non peggio, per il Pdl. Sono infatti curioso di vedere le liste. Tuttavia o si cambia davvero il modus agendi della politica, o questo circo sarà destinato a continuare.
Avete notato che in campagna elettorale e nei programmi non si è spesa una sola parola sulle riforme se non per paventare, scongiurare, minacciare inciuci? Io vorrei sapere che idee hanno coloro che mi appresto a votare sul nostro sistema istituzionale. Ma mi rendo conto che in campagna elettorale, forse, è chiedere troppo.

venerdì 29 febbraio 2008

Pina Picierno, piccoli De Mita crescono


Dalla lettera di San Paolo Apostolo ai Romani (Corriere della Sera 29/02)
Sarà una giovane di 26 anni, Pina Picierno, la capolista del Partito Democratico in Campania «laddove si sarebbe dovuto candidare De Mita».
Chi è - Picierno, originaria di Teano (lo zio fu sindaco dc di quella città del Casertano), è stata presidente federale dei giovani della Margherita. Finora si è divisa tra la passione per il volontariato nella Croce Rossa, la politica e il lavoro di consulente in comunicazione, oltre a collaborare con la cattedra di «Metodologia e Tecniche della Ricerca Sociale» all’Università di Salerno. Ama i gatti, la cioccolata e la poesia. In un blog di Dario Franceschini rivelò che conclude le serate con i versi di Neruda e un cucchiaio di Nutella: «In assoluto i miei preferiti».
La curiosità - La cosa più curiosa, tuttavia, è che Pina Picierno si è laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul linguaggio di Ciriaco De Mita. Ora invece, dovrà sostituire proprio il suo «mito» che, magari, sarà suo avversario nella circoscrizione Campania2. Tentando di batterlo, dopo averlo tanto studiato.
L'anzianità del leader - Fino a pochi mesi fa, la Picierno aveva sostenuto che non c'era leader migliore di Ciriaco.

Che dire di Pina Picierno? Alcuni giurano di averla vista camminare sulle acque ed è quasi certo che, nel giorno del suo diciottesimo compleanno, una colomba bianca comparì sulla sua testa per qualificarla come l’unta dal Signore. Si sussurra che uno dei suoi hobby sia quello di andare a rimboccare le copertine ai bambini negli ospedali e che legga loro le favole. Ma continuiamo a leggere altri passi che riguardano questa figura luminosa che tanto ha dato al mondo e ce seguiterà ad additarci, con le sue opere, la via verso il paradiso in terra. Una persona che tutto da e che nulla ha mai chiesto per sé.

Corriere della Sera 27/05/2007
La delusione per la mancanza di under 30 dal Comitato dei 45 del futuro Partito Democratico
MILANO — Arrabbiatissimi. Furenti. Delusi. Tanto che adesso affilano le armi per una «vendetta»: presentare il 14 ottobre (primarie del Pd) la loro lista. Tutta di giovani. Pina Picierno, segretaria nazionale giovani Dl, e Fausto Raciti, suo omologo per i Ds, ci stanno pensando dall'altro ieri, giorno di ufficializzazione del Comitato dei 45. Da allora sono sul piede di guerra: tra i prescelti, infatti, non figura un solo under 30. E questa decisione ha fatto esplodere proteste un po' dappertutto.

Una ragazza che ha sempre avuto fiducia nel suo leader
(DIRE) Roma, 20 apr. - Veltroni? No, grazie. E le primarie? Risolverebbero poco, anzi a Idee chiare tra i giovani della Margherita presenti a Roma nello Studio 5 di Cinecitta' per il congresso nazionale del partito. Dal palco Rutelli e Prodi si rivolgono spesso a loro, parlando di futuro e nuove generazioni. E loro, ascoltati gli interventi, pensano gia' al nascente Partito democratico. A come lo vorrebbero e a come si augurano non diventi.
Tutti assicurano che non si tratta della "paura dei rossi" che entreranno con loro nel Partito democratico. Anzi, Pina Picierno, 25 anni, presidente nazionale dei giovani della Margherita, apre agli esponenti Ds: "Alla leadership del Pd ci vedrei bene D'Alema o Anna Finocchiaro". Ma, anche per lei, Veltroni "non sarebbe
l'uomo giusto"

Insomma, una giovane entusiasta, disinteressata, che ha condiviso e sostenuto il percorso del Partito Democratico
Roma, 26 set. - (Adnkronos) - I giovani della Margherita annunciano che, in segno di protesta, non faranno parte delle liste per le primarie del 14 ottobre. In una lettera a Walter Veltroni, che
verra' pubblicata domani su 'Il riformista', i giovani dielle spiegano le ragioni della loro decisione, legata alla scarsa presenza di ragazzi in lista, e accusano Giovanna Melandri di non aver ascoltato le loro istanze per quanto riguarda la lista 'Ambiente, innovazione,lavoro'. "Caro Walter, e' inutile nascondercelo, lo spirito con il quale ci avviciniamo allo storico appuntamento del 14 ottobre e' profondamente mutato in queste ultime settimane. La passione ha dovuto fare i conti con la realta', l'entusiasmo ha, in troppi momenti, ceduto il passo alla delusione", scrivono Pina Picierno, Luciano Nobili, Gian Luca Lioni e Luigi Madeo.

Una candidatura che certo l’avrà lasciata sorpresa e che non è stata né voluta né programmata
ANSA) - ROMA, 27 FEB - ''L'ultimo sondaggio del professor Mannheimer riportato oggi dal Corriere della Sera, evidenzia come nelle intenzioni di voto il Pd con il 31,4% sia il primo partito anche tra i giovani, distaccando di 10 punti percentuali il Pdl, il cui elettorato e' evidentemente piu' anziano di eta'''. Lo afferma Pina Picierno, del Partito democratico.
''Un dato importante - prosegue la giovane esponente del Pd - che conferma come il partito democratico sia in sintonia con le giovani generazioni, grazie alla ventata di innovazione e speranza introdotta nel panorama politico italiano. I 'nuovi italiani' - conclude la Picierno - hanno le idee molto chiare quando si offre loro una politica coraggiosa, capace di ascolto e di attenzione''

Ecco, ecco le parole che vorrei sentire dal politico che mi deve rappresentare!
Ho una emotività molto forte, a tratti instabile, che mi fa faticare non poco a “reggere”. Per questo vivo sospesa tra la ricerca del giusto equilibrio e la mia naturale e insistente passionalità. Mi fa paura il silenzio, ancora di più l’indifferenza. Convivo con un gattino fantastico, Miciolo, che riesce sempre e comunque a farmi sorridere. Adoro il buon vino, mangiare bene (e tanto!) e non saprei mai rinunciare alla mia dose quotidiana di cioccolata e di poesia: mi consolo a fine giornata con un Kinder Bueno e con i versi di Pasolini e Leopardi. Mi esalto solo con Neruda e la Nutella, in assoluto i miei preferiti..!!

Quando volete… ho 25 anni, sono laureato in Scienze Politiche con una tesi sui neoconservatori americani in Metodologia delle Scienze Sociali, lavoro anch’io nella comunicazione politica, ho avuto uno zio sindaco Dc e in più ci metto uno zio prete e una zia suora. Non ho mai rotto le palle a nessuno per farmi candidare, perché ho sempre pensato di dover essere a disposizione, non di dover impormi.
Anche a me piace la Nutella, ma, pensatene ciò che volete, con Pasolini e Leopardi non riesco a tirarmi su quando sono triste. Tra parentesi, non credo che fosse neppure quella la loro intenzione. A me piacciono Hemingway e Montale, non ho spazio per tenere animali a casa (infatti io convivo con altri due ragazzi e Miciolo non saprei dove mettermelo), ma una volta ho avuto un pesce rosso. Adoro il buon vino, mangiare bene (e tanto!), ma non ho la fortuna di avere il tuo metabolismo, cara Pina.
Pina, Pina, rispondimi tu, perché non fai candidare pure me?