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sabato 29 marzo 2008

Diario di un curatore di campagna - 8

Ottavo giorno
Inglobati da Forza Italia. Ecco cosa sta accadendo. Lentamente, come un blob azzurro e minaccioso il forzismo si avvicina e fagocita tutto ciò che incontra. Nella sua melma turchese ha cominciato a smembrare Alleanza Nazionale. Come il secolarismo col Cattolicesimo, come i barbari con l’Impero Romano, come la Cina con il Tibet, come l’immondizia sopra la Campania, l’ondata di Forza Milan sta inglobando l’ormai sempre più debole fiammella della svolta di Fiuggi.

C’era chi l’aveva ampiamente previsto. C’era chi sosteneva che, invece, An con il suo radicamento territoriale, valoriale, organizzativo avrebbe conquistato il fiero vincitore. In realtà il partito del Cavaliere sta dominando con la superiorità economica. Dove arrivano i gadgets? A Forza Italia. Chi si frega i gadgets? Forza Italia. Chi si preoccupa di attaccare i manifesti? Forza Italia. Chi paga gli eventi? Forza Italia. Chi deve telefonare per accordarsi? Forza Italia… no, AN. A voi sembrerà una cosa da poco. Falso. Svuotando di significato le sedi territoriali di Alleanza Nazionale, il partito di Berlusconi ha cominciato a depotenziarle.

A parte tutto questo i candidati di Fi e di An cominciano a girare insieme come carabinieri. Le cene si devono fare in comune per quanto possibile. I comunicati stampa, invece, si fanno separati: se contate che inseriscano i nomi dei vostri negli eventi che vengono segnalati state freschi. In ogni caso poco importa.

Una cosa poi mi ha lasciato di stucco circa i poteri soprannaturali degli alleati azzurri. Bonaiuti mandava via e-mail ai membri, funzionari, lavoratori, operai, sguatteri, imbianchini, donne delle pulizie di Forza Milan un quaderno con la raccolta degli interventi significativi e le cose da dire. Una sorta di massimario che può essere visto sia come la Sacra Bibbia del forzista, sia come la guida “Cosa dire ai testimoni di Geova quando cercano di minare la vostra fede”. In ogni caso, seppur triste, è abbastanza utile. Ebbene, da qualche giorno è cominciato ad arrivare anche a me. Ed è una cosa stupefacente perché io non ho mai dato la mia e-mail né al loro, né al mio, né al nostro partito. Ma chi c… gliel’ha dato?

Forza Italia in questo progetto di fusione (come la fusione Alitalia-Air France) fa un po’ la parte del leone anche per un’altra ragione. Come mi spiegava il loro presidente provinciale la formazione politica di via dell’Umiltà è abituata a ragionare con culture estremamente diverse: liberale, socialista, democristiana, piduista (oooops… dai, scherzo!). Alleanza Nazionale invece, come partito erede dell’MSI, non riusciva a gestire neppure le beghe degli ex fascisti con gli ex ex fascisti (Storace litigò con Alemanno, la Mussolini si era incavolata con Fini… gli ex Dc invece sembravano molto più a loro agio in ogni situazione). E’ evidente che se domani Berlusconi dirà di mettersi tutti in cerchio intorno alla foto del Duce e di orinarci sopra i problemi nascerebbero da alcuni ex aenninini. I forzisti invece temo che, di fronte ad un ordine espresso di Silvio, non avrebbero alcuna perplessità neppure di fronte all’immagine di alcuni stretti familiari (la stessa idea che Bondi possa dire di no al roveto ardente di Palazzo Graziali è presentato dal dizionario sotto il nome di ossimoro). Insomma, quando verranno le dispute teologiche, si sa dove spunteranno gli albigesi. Già qualche lamentela c’è e si sa. E’ già arrivata disposizione che venga repressa, ma se l’ordine necessita di lungo esercizio, la venerazione è qualcosa che si acquisisce per fede.

Pregate Silvio perché i vostri dubbi vengano fugati, pregate per la stabilità al Senato, per la cordata italiana, pregate gli Angeli, gli Arcangeli i Troni e le Dominazioni. Non ci indurre in tentazione. Amen.

giovedì 20 marzo 2008

Diario di un curatore di campagna - 3

Terzo giorno
La giornata comincia dalla mattina. Un lavoro come un altro. Si prende la macchina e ci si avvia. C'è però una differenza rispetto alle altre giornate romane: il traffico. In una cittadina del nord l'auto può essere molto più stressante che nella capitale. Ogni strada è un attentato: autovelox ovunque, infrared o come cavoli si chiamano ad ogni semaforo. Una calma e un ordine esasperante, a volte pericoloso. Nel frattempo telefonano: come mai non arrivi? Cerchi l'unico parcheggio che non sia a pagamento in un luogo dove nel medioevo era pieno contado. Ti affretti poi a piedi verso il centro città dove sorge la federazione.

Problemi logistici: internet non funziona. Già prima non andava tanto bene, ma cede di schianto non appena devi occupartene tu. Chiami la telecom: la linea è ripristinata, è colpa del router. Cambi router, non identifica la linea. Chiami un altro tecnico che ti dice di richiamare la telecom. Telefoni al 191 alle 18.31 e naturalmente il servizio terminava alle 18.30. Voi chi strozzereste? Rimpiangi i tecnici della Camera: l'ufficio assistenza computer fissi, l'ufficio assistenza computer portatili, il servizio informatica e la gestione delle reti. Rimpiangi la macchina da scrivere, la penna stilografica, il piccione viaggiatore ed il tamtam.

Ci sono da preparare i permessi per la prefettura, le comunicazioni a sindaci e questura, gli accordi con Forza Italia per riempire gli spazi elettorali. E ancora: riscrivere la lettera agli iscritti (sai fare di meglio! Sì, quando si è ispirati si fanno miracoli). Vi prego, sopprimetemi! Abbiate pietà!

Dopo un intervista con un direttore di giornale di provincia ho capito che la vita è difficile per tutti, soprattutto se c'è un sacco di gente a cui dover stare simpatici. C'è qualche iscritto che riesce meglio, c'è il presidente provinciale di azione giovani che ci riesce particolarmente peggio. Non è che ci siano draghi di disponibilità (a meno che non sia la tua). Ma così va la vita, al Pueblo.

mercoledì 19 marzo 2008

DIARIO DI UN CURATORE DI CAMPAGNA - 2

Secondo giorno
Il secondo giorno è sempre e inevitabilmente peggiore del primo: si esaurisce l'effetto novità, e lo sbandamento dello scolaretto diviene il duro macigno, il supplizio di Tantalo che prende forma e sostanza, l'aquila di Prometeo che strappa il fegato che si ricostituisce giorno dopo giorno.

E così comincia il pellegrinaggio al Divino Amore. Duemila anni di storia e le folle di clientes alla porta (tutti molto amici del Presidente o del candiato, certo più amici di te) sono sempre le stesse. In campagna elettorale c'è la moltiplicazione dei pani, dei pesci e anche delle brioches. Tu sei al servizio di tutti, servus servorum Dei. E guai a dire di no! Me l'ha detto il candidato di contattarla... noi siamo amici da quando andavamo a fregare le ciliegie sugli alberi nel 39.

Sul versante Forza Italia oggi si è avuta la conferma che i nuovi compagni di partito hanno fatto sparire penne, uova di Pasqua (summa iniuria!) e magliette. Niente profumo della libertà. Le nostre spie hanno fatto giungere dispacci, i nostri esploratori hanno identificato il nascondiglio in cui si cela la refurtiva. Nel frattempo, onde rimarcare la concordia che regna sovrana, sto sforzando la mia fantasia nello scrivere una lettera agli iscritti cercando di spiegare perchè dovrebbero continuare a votarci. Mi sono incartato nel momento in cui dovevo parlare del nostro elettorato di riferimento, che non è più quello conservatore, quello di destra: ora il nostro partito vuole parlare a fasce più ampie dell'elettorato. Socialisti, ex democristiani, conservatori ma anche riformisti, liberali e monarchici... certo che non ha molto senso.... aiutatemi... liberali, no... moderati? Ok, moderati. Un partito nuovo che si rivolge a tutti i moderati. Come? Chi sono i moderati? Non chiedetelo a me. Moderato è l'aggettivo che accanto a supercalifragilistichespiralidoso serve peggio a descrivermi.

Le tappe di domani saranno: andare in prefettura per l'autorizzazione a usare l'altoparlante sulla macchina (ah, il marketing moderno!), andare a Forza Italia per un cordiale scambio d'opinioni sulla spartizione dei gadget e l'affissione dei manifesti negli spazi dedicati, la riattivazione del sito internet del candidato. La fondazione del Pueblo continua.

martedì 18 marzo 2008

DIARIO DI UN CURATORE DI CAMPAGNA - 1

Primo giorno
Dopo le riunioni preliminari si comincia. Siamo ai confini dell’impero ad evangelizzare le masse colla nuova buona novella del Popolo eletto. El Pueblo, come lo chiamo io.

Nella federazione di Alleanza Nazionale sono arrivate le nuove leve e io sono il responsabile. Ruolo cui avrei rinunciato volentieri: non sono mandatario (il padre economo), né quello che assume, licenzia o dispensa. Quindi sono sostanzialmente il capro espiatorio di questo Giubileo anticipato.

Si registrano nel Pueblo provinciale alcuni malumori. La concordia tra An e Forza Italia è paragonabile a quella che regnava tra Roma e Cartagine ai tempi in cui Annibale scorazzava sulla Pedemontana di Bossi a dorso di elefante. I gadget sono arrivati alla sede di Forza Italia e a noi hanno dato 10 kg di caramelle col logo di Berlusconi Presidente e qualche volantino. Non pervenuti gli oggetti più sfiziosi come penne e varie ed eventuali (io ricordo un ottimo profumo della libertà della scorsa tornata ma non saprò mai seè stato replicato). Il resto “è già stato distribuito”. Dove? A chi?

Toccante lo spirito di comunanza. Tutti hanno paura di fare le manifestazioni in comune: poi loro rimorchiano i nostri e in quella parte della provincia noi stiamo con la sinistra e loro stanno all’opposizione. Ma non ci siamo mai amati così tanto! Tutti si salutano e si fanno battute le più stronze possibili (mentre arrancavamo sotto 10 kg di caramelle, un amico di Forza Italia ci ha dato molto gentilmente dei “ciucciamentine”).

Si cerca di dare una mano quando questa può nuocere (“perché non vi prendete questi 60 kg di volantini? Ah, l’ascensore è rotto”) e ci si incaponisce sulle cose marginali pur di fare scontenti gli altri (il nostro sindaco non può venire: è impegnato tutta la notte alla presentazione di un libro. Bisogna rimandare)

Voi direte… quando mai non si è fatto? Ma stavolta è questo impegno a costruire il nuovo soggetto che diventa divertente: ci si fonde con la stessa gioia che potrebbero adottare due falangi macedoni scagliandosi l’una contro l’altra. El Pueblo unido jamas sera vencido!

giovedì 6 marzo 2008

Luca Barbareschi candidato di An in Sicilia

Prime anticipazioni nel totoliste. Voci autorevoli parlano di una candidatura alla Camera del noto attore Luca Barbareschi in Sardegna al quinto posto nella quota di Alleanza Nazionale.


mercoledì 2 gennaio 2008

Problemi per Galan

Aria di guerra in laguna. Il Governatore della Regione Veneto Galan ha riconfermato con un blitz tutti i direttori generali delle Asl venete. Sembra che la mossa non sia stata molto gradita da Alleanza Nazionale che lamenta di non essere stata neppure consultata. La gestione proprietaria del Governatore ha destato più di qualche perplessità negli alleati, soprattutto nel partito di Gianfranco Fini che nella principale Regione del Nordest di rospi ne ha dovuti ingoiare parecchi. E spesso in silenzio. Naturalmente il fatto non attirerebbe la mia attenzione se non fosse che la situazione attuale della politica italiana non sia delle migliori. La frattura tra Fini e Berlusconi non si è ancora ricomposta. Risentirà probabilmente della distanza dal momento elettorale. Se le consultazioni politiche saranno fissate a breve, sarà indispensabile una ricomposizione frettolosa. Tuttavia a livello locale le scosse sono state intense e hanno riaperto le ferite finora poco convintamente rimarginate nella pax coalitionis. Il Veneto, inoltre, è il terreno più fertile per un possibile scontro. A differenza delle altre Regioni dell'ex Cdl a partito egemone, è quella in cui Forza Italia conta proporzionalmente di meno rispetto al peso complessivo della coalizione. Ma soprattutto quella in cui An, complice un Coordinatore regionale refrattario ai riflettori e con un fratello in Giunta, ha dovuto maggiormente chinare il capo e subire umiliazioni cocenti. Scartabellando tra le liste dei componenti di cda e cariche politiche si capisce quanto il Partito guidato da Alberto Giorgetti sia sottorappresentato. An sulla sanità veneta questa volta non può chinare il capo. Il rischio è quello di non contare più nulla in una delle maggiori regioni italiane. Domani si riunirà il Coordinamento Regionale del movimento di Fini. Sapremo allora se sarà la Regione guidata da Galan a subire le prime ripercussioni dello scontro al vertice tra il Presidentissimo di An e il Cavaliere di Arcore. Se prevarrà la convinzione che le elezioni politiche siano prossime non accadrà nulla. Ma se si reputerà che ci sia ancora tempo... ci sarà da divertirsi. Galan è avvertito.



da http://kstudio.net/quiz/questpicts/453.gif

martedì 18 dicembre 2007

La fine delle riforme o De spiderpok adveniente

E' finita la battaglia. Nonostante tutte le velleità di cambiamento, chi si era convinto che fossimo giunti alla svolta epocale ha dovuto ricredersi. Oggi sappiamo che qualsiasi accordo sulla legge elettorale, a meno di blitz dell'ultima ora, sarà volto alla conservazione dell'esistente. Resta solo la possibilità del referendum (Corte Costituzionale permettendo). Ed è una speranza assai grama cui aggrapparsi. Vince Prodi, vincono i nanetti. Vince il "rispetto per le differenze", i dialoghi ad oltranza e spesso inconcludenti, quel concetto bacato di concertazione che significa da ragione a tutti attuando politiche inefficienti se non dannose. "Non è che il compromesso sia frutto di chissà quali aspetti negativi - è l'opinione del premier, Romano Prodi -, perchè l'ampiezza del dialogo non è un aspetto negativo." fatto è che si è capito che, a differenza di quanto disse Fini, il Governo non cadrà il giorno dopo l'approvazione della nuova legge elettorale, bensì il giorno prima. Attendiamo la prossima proposta di pastrocchium, quale che sia il nome del suo genitore. Un altro sistema misto con quote proporzionali di garanzia e un maggioritario di facciata. La canonizzazione della conservazione della carnevalesca piccineria italica. Se invece si giungerà al referendum di Guzzetta sarà una sconfitta per tutti: rimarranno le liste bloccate in cui si scatenerà il mercato delle vacche dato che a farne parte saranno tutti i candidati di una coalizione; si cercheranno di incamerare negli schieramenti cani e porci per formare coalizioni vincenti che, senza riforma dei regolamenti parlamentari, si separeranno il giorno dopo in Parlamento. Credo invece poco in Gentlemen's agreement tra Veltroni e Berlusconi che li porti a concorrere da soli: se il vincente avrebbe il 55% dei consensi, il perdente si troverebbe pur sempre piccolo tra i piccoli in Parlamento. E' vero che molti di questi sarebbero spazzati via, ma i partiti italiani hanno più volte dato prova di pervicacia. In fin dei conti possono pur sempre contare sulle realtà locali. Guzzetta e Segni difendono con passione la loro creatura. Si scoprirà ben presto che il figlio spurio del Porcellum è un mostro.


da http://static.blogo.it/happyblog/spiderporksimposon.jpg


lunedì 17 dicembre 2007

Fini gioca al piccolo chimico

E' tempo di esperimenti. Il piccolo chimico in politica è un gioco molto diffuso. Si combinano sostanze, si cercano soluzioni, si tentano reazioni mischiando elementi di cui non si conosce neppure il nome. Si vive in mezzo ad alambicchi e a provette cercando la pietra filosofale e scoprendosi forse più alchimisti che scienziati. In questi giorni tutti i camici bianchi di Montecitorio e dintorni sembrano particolarmente indaffarati e, oltre a badare al proprio lavoro, cercano di sabotare quello del vicino, tentando di farlo deflagrare con la soluzione che sta creando. Gianfranco Fini, per esempio, è riuscito, mischiando un po' di cosa bianca e un po' di An, a partorire una mandragola che ha voluto chiamare "partito unico del centrodestra senza Silvio". La piantina sembra un tantino ribelle e già ha provato ad aggredire il suo stesso padre. La cosa bianca infatti pare instabile e con la bocca sibilante di Cesa ha asserito che il dialogo possibile, certo. Sul modello tedesco. Inoltre per dare vita al nuovo esserino servirebbe un ingrediente in più: la Lega. Fini, allora, ha mandato due coraggiosi apprendisti stregoni nelle lande perigliose del padano milanese per cercare di procacciarsela. La Russa e Ronchi, approdati nel capoluogo lombardo, si sono trovati in mezzo ad una sagra della mortadella. Il primo, complice l'accento, ha dimostrato di non essere propriamente mimetico in mezzo a tutto quel verde e ha raccolto fischi e qualche applauso. Il secondo, con il solito sguardo da furetto confuso, è riuscito a portare a casa le penne passando inosservato. Ma il laboratorio è in continuo fermento. Avevo scommesso su un impegno supplementare di An riguardo alle Regioni. Verona - causa Finanziaria - è saltata. State sereni: non è mai troppo tardi per far saltare anche quel che resta della Casa (delle libertà) con la nitroglicerina.



da http://www.claudiocostantini.it/ricordi/immagini/chimica%202.jpg


La convention di Chianciano

Domenica a Chianciano Matteoli ha riunito la convention della sua corrente "Proposta". Come già ho avuto modo di dire, nei momenti in cui si è attaccatisi ritrova l'unità. Era così commovente vedere molte facce note, anche non tradizionalmente vicini ad Altero, tutte riunite per festeggiarlo. Del "Forum per la nazione" però mi hanno colpito alcuni dati che sono, a mio modo di vedere, segnali di altrettanta confusione.
Il primo dato è l'auspico di Matteoli riguardo al superamento della triade "Dio-Patria-Famiglia". Quel motto non esiste più da molto tempo. Dio non è certo un fattore che ha influenzato Gianfranco Fini in scelte come quelle dei suoi sì al referendum sulla fecondazione assistita o sull'ora di Corano nelle scuole; il leader di An d'altronde ha detto esplicitamente di non avere "il dono della fede". Sulla famiglia meglio non parlare: vicende personali a parte, l'errore che An ha riconosciuto più volte è non aver sostenuto a sufficienza le politiche familiari nella sua esperienza di Governo. Per ciò che concerne, poi, la Patria bisogno ammettere che è un ideale un po' annacquato nel Partito di via della Scrofa: si fa un gran parlare di italiani, ma ci si fa sorpassare da destra da Lega, Destra e persino Forza Italia riguardo ai temi identitari. Eppure Matteoli dice che bisogna andare oltre. Dove?
Il secondo dato è l'ipocrita unità di facciata che si respira quando sono presenti esponenti di Forza Italia. Scajola dice che dobbiamo stare uniti e che non vuole neppure immaginare ad un partito dei moderati senza il Pdl, Silvio ci vuole un mare di bene eppoi si alzano Bondi e Cicchitto a dire che Fini è un mistificatore. Il bastone e la carota. O semplicemente il casino.
Il terzo dato è la riscoperta dei siciliani. Nino Lo Presti, Antonio Battaglia, Domenico Nania, Pippo Scalia e Basilio Catanoso hanno tutti parlato e ciascuno è stato valorizzato. Fino ad arrivare all'annuncio che lascia confusi. Altero Matteoli ha chiesto a Guido Lo Porto, ex leader di An in Sicilia e oggi assessore regionale al Bilancio, di impegnarsi a livello nazionale nella nuova fase che sta attraversando il partito di Fini. Perchè proprio Lo Porto? Come assessore al bilancio è forse migliore dell'omologa Isi Coppola alla Regione Veneto che appartiene sempre ad An e che è della corrente di Matteoli? Certamente c'è da dire che che sicuramente Lo Porto è personaggio di tutt'altro calibro (ex direttore del Secolo ed ex vicesegretario dell'Msi) rispetto alla semi-sconosciuta collega veneta. Ma c'è anche dell'altro. L'assessore è stato più volte in rotta di collisione col Governatore Cuffaro. Il disimpegno dell'ex direttore del Secolo potrebbe essere moneta di scambio per un'alleanza in Sicilia con l'Udc e al tempo stesso potrebbe servire a Matteoli per "occupare" il partito romano e consolidare la sua posizione di delfino del Presidente.
L'unica cosa certa per il momento è che molti fattori sono ora in movimento.


da www.manfredimente.it


Vedo e rilancio

Lo so, lo so, la previsione è stata errata. O almeno in parte. Infatti si è verificata la predizione riguardo alla rottura (minacciata) sull'assetto bipolare (Se del Tatarellum sei difensore/ E paladino del bipolarismo/ Quale mezzo sarà migliore/ Di rinunciare all’altruismo?). Verona invece è saltata per ragioni legate alle fiducie che hanno costretto il Presidentissimo e i deputati veneti a rinviare il tutto per il ritorno a Roma. Tuttavia voglio rilanciare: il progetto è solo in parte accantonato e la "sorpresa" promessa da Fini sul Resto del Carlino in breve tempo vedrà la luce.

venerdì 14 dicembre 2007

La leggenda di Teodorico

Su ‘l castello di Verona
Si prepara un grande avviso
Che An presto intona
Per chi dava Fini ucciso.
Dopo giorni un po’ frementi
In cui si dava per spacciato
Esauriti son i fermenti
E il Cavaliere è logorato.
A fare editti ci vuol poco
Se è ben piena la borsella
Ma le riforme vanno a fuoco
Quando vai contro Mastella.
A rinnovare la tenzone
Ove il grande Adige va
C’è la sfida per la Regione
Che l’anno prossimo si rinnoverà.
Se del Tatarellum sei difensore
E paladino del bipolarismo
Quale mezzo sarà migliore
Di rinunciare all’altruismo?
C’è chi vuole libere le mani
E a Roma vuol parlare col Pidì
Ma da Bolzano fin giù a Trani
Non può deciderlo così.
E dunque il Berlusconi
Che sta andando in ritirata
Vedrà presto le conclusioni
Di una scommessa forse errata.
Come nei giochi di magia
In cui l’occhio vuoi ingannare
In politica la fantasia
Davvero in fretta la devi usare
E se provi a tirare in lungo la decisione
A più miti consigli ti conduce il Mastellone






giovedì 13 dicembre 2007

Il ritorno della Cdl

In uno dei miei primi post dissi che forse stava per cambiare tutto e, di conseguenza, non sarebbe cambiato nulla. Vi sembrava che Berlusconi avesse detto che si era stancato degli alleati? Che correva da solo con un nuovo partito? Che chi ci stava ci stava e gli altri andassero a quel paese? Avevate capito male. Che vi salta in testa? Lavatevi le orecchie. "Evidentemente c'è stato un fraintendimento. - spiega il Cavaliere alla televisione della Brambilla- Il fraintendimento è dovuto al fatto che Fini ha pensato che noi avessimo chiesto agli altri partiti di sciogliersi. In realtà il Popolo della libertà è tutto da costruire." Che granchio mostruoso! I più lodavano la mossa geniale, altri la condannavano e nessuno si era accorto che non era capitato nulla.
Provo a darvi una mia opinione: il Governo cadrà a breve, molto prima di quanto immagini qualcuno. Almeno così si pensa a palazzo Grazioli e non si hanno tutti i torti. Ieri alla Camera l'inizio dell'esame della Finanziaria è stato posticipato di ora in ora fino ad oggi per trovare un accordo. Rimane il nodo omofobia sul decreto sicurezza. Il Welfare seppure blindato deve ancora avere l'imprimatur della Camera. C'è chi chiede la verifica ora mentre il Pd vuole imporla a febbraio. Mastella è alla massima soglia del dolore e sta sudando sangue sul suo Giardino degli Olivi a via Arenula pronto per la crocifissione. I socialisti sono furiosi perchè la legge elettorale è in discussione al Senato dove non hanno senatori. Cossiga si sta accorgendo che la guerra in Kosovo non è scoppiata. Dini si sa. Bordon e Manzione non si sa.
C'è più di una ragione per cui Berlusconi presuma che non si riuscirà a fare nessuna riforma. Dunque? Bisognerà aprirsi una via di fuga, ricompattare le fila, ritrovare i vecchi alleati traditi e ripartire per la guerra. E il cammino verso la nuova legge elettorale (perchè è chiaro, com'era chiaro dall'inizio, che solo di questo si sta parlando)? Senza una piena scommessa di Berlusconi naufragherà. Veltroni ha commesso l'errore di gettare sul piatto già tutto. E il Cavaliere con i suoi 70 anni suonati può pensare di spostare in avanti di un anno la costruzione del partito dei moderati, ma non può rischiare di rimandare di 5 anni il suo ritorno al Governo. Aveva ragione Fini: è tutta una questione d'età.




da http://www.iltaccoditalia.info/public/maison%20ikkoku.jpg


martedì 11 dicembre 2007

Il Vassallum no!

Ma l'avete visto Matteoli ieri sera a Porta a Porta? Sarà una mia impressione ma a me il presidente dei senatori di An mette sempre tanta tenerezza. Sarà per quell'accento marcatamente toscano che te lo fa sembrare al tempo stesso bonario ed arguto, sarà per il tono pacato ed austero, sarà per l'autorevolezza della figura. Mi sembra un personaggio d'altri tempi. Conoscendolo da vicino ci si rende conto che è persona d'altra tempra, ma a vederlo in televisione da tutt'altra impressione. E' per questo che vederlo per un istante con una mano davanti agli occhi mi ha fatto una certa impressione.Si parlava di Vassallum e se ne dimostravano i reali effetti: premiare con un generoso più i due partiti maggiori e depauperare di uno sconfortante meno tutti gli altri. I più erano intorno al cinque per cento, i meno intorno all'uno. Basterebbe tuttavia quel meno per restituire ad An circa la metà dei parlamentari attuali. Mi spiegate chi ne potrebbe restar contento? Matteoli no e Ferrero neppure. Una precisazione. Sono un difensore del proporzionale, questo non l'ho mai nascosto. Ho amici dentro Forza Italia ed ero a marciare con loro il 2 dicembre 2006. Continuo a frequentarli, a pranzarci insieme, a scherzarci. Tuttavia trovarmi in un matrimonio forzato con loro grazie al maggioritario osannato da Fini non balza in cima alla lista dei desideri della mia lettera a Babbo Natale. Oggi io posso indignarmi per un assassino uscito durante l'indulto o scagliarmi contro gli straricchi che se ne infischiano dei giovani precari; nel Ppl (scusate, ma ancora non ho capito qual è la sigla corretta) non potrei. Forse è da Fiuggi che non si vota il Presidente, ma Fini non si permetterebbe mai di cambiare dirigenti come figurine o di sciogliere il partito nel giro di un pomeriggio. Questa è la bellezza della separazione e del proporzionale che voglio. Che tuttavia non ha nulla anche fare con il Vassallum. Ha un bel dire il professore che ha dato la paternità alla proposta che da An gli arrivano insulti. Che si aspettava? Fiori e ringraziamenti? Una legge elettorale come quella di Vassallo ha la caratteristica evidente di non servire a nessuno scopo onorevole: sabota la rappresentatività senza garantire la governabilità. Rafforza di qualche poltrona i due primi inter pares senza dar loro la forza di governare da soli. Li costringe in compenso a raccattare ancora una volta alleati depauperati e quindi più incazzati che mai. Unico pregio: fare un po' di pulizia di partitini. Difetto maggiore: rafforzare le entità radicate territorialmente come la Lega e -udite udite- la SVP (ma ditemi, vogliamo proprio regalarlo a Vienna l'Alto Adige?). A meno che i Pd e Ppl non vogliano coalizzarsi e reggere il Paese per sempre felici e contenti, lo scenario è roseo solo per i bottegai. Provi ancora Vassallo a chiedermi applausi.


da http://www.bellacci.biz/



venerdì 7 dicembre 2007

Regalo di Natale

La politica è un'esperienza umana varia ed eventuale. Ci si diverte nei modi più vari nell'eventualità che si possegga pelo sullo stomaco degno di un grizzly. E' stato il caso del voto di fiducia tenutosi ieri sera al Senato che ha palesato una crisi epocale del sistema politico ed istituzionale italiano.
Tra dichiarazioni di voto esilaranti, errori nel maxiemendamento, i "sta seduto senatò" di Marini e la fiducia al cardiopalmo, si è consumato
sul palcoscenico di Palazzo Madama un'altra rappresentazione che potrebbe a pieno titolo situarsi tra i più alti esempi di commedia dell'arte d'italica fattura. Al tempo stesso si è dimostrato un pressapochismo imbarazzante nel momento in cui il Governo poneva la fiducia sulla presunta introduzione del reato di omofobia che si basava, però, su un articolo errato del Trattato di Amsterdam riguardante tutt'altro. Ma soprattutto è ora evidente che l'Esecutivo prodiano è tanto in crisi da non poter cadere, che la maggioranza è tanto in conflitto al suo interno da non riuscire a metterlo sotto e che l'opposizione è così divisa da non riuscire a salvarlo. Ragionamento incasinato, lo so. Cercherò di spiegarmi.
Il Governo si trova in una situazione in cui è sfiduciato (a parole) da larga parte della sua maggioranza, criticato dai ministri della sinistra estrema, odiato dall'elettorato ed è in un tale caos che nessuno dei suoi componenti può avere
la ragionevole certezza di salvarsi una volta rinunciato al trono su cui siede: per questo Prodi può sbandierare lo spettro del diluvio nel caso di una sua caduta.
La maggioranza è seduta ad un tavolo da poker: ciascun partito vede e cerca di capire chi abbia tutte carte spaiate, chi stia bluffando e chi tenga nell'altra mano una pistola carica. Ognuno ha puntato tutto ciò che aveva, o quasi. Nel caso il Governo vada giù, si gettano pure le carte e qualcuno farà fuoco, mentre il solito Mastella cercherà di scappare col piatto.
L'opposizione invece vorrebbe tenere in piedi l'Esecutivo: Berlusconi è nella fase costitutiva, Casini è nella fase mistica, Fini è fuori fase, l
a Lega fa da sè. Ma nel momento in cui Berlusconi accusa tutti di aver fatto fallire il suo Gabinetto e di essere delle spie comuniste infiltrate, ognuno deve dimostrare di essere più maggioritario degli altri e nessuno può puntellare il Governo in attesa di tempi migliori.
Per fortuna che c'è Cossiga che, dopo aver criticato in ogni modo il Governo, i suoi componenti, la maggioranza e il decreto (il misurino) che stava per votare, ha pronunciato il suo sì. E come proclama il Regina coeli: "resurrexit sicut dixit, alleluja!", "resuscitò come disse, alleluja!"


da http://cinemascope85.files.wordpress.com