E' finita la battaglia. Nonostante tutte le velleità di cambiamento, chi si era convinto che fossimo giunti alla svolta epocale ha dovuto ricredersi. Oggi sappiamo che qualsiasi accordo sulla legge elettorale, a meno di blitz dell'ultima ora, sarà volto alla conservazione dell'esistente. Resta solo la possibilità del referendum (Corte Costituzionale permettendo). Ed è una speranza assai grama cui aggrapparsi. Vince Prodi, vincono i nanetti. Vince il "rispetto per le differenze", i dialoghi ad oltranza e spesso inconcludenti, quel concetto bacato di concertazione che significa da ragione a tutti attuando politiche inefficienti se non dannose. "Non è che il compromesso sia frutto di chissà quali aspetti negativi - è l'opinione del premier, Romano Prodi -, perchè l'ampiezza del dialogo non è un aspetto negativo." fatto è che si è capito che, a differenza di quanto disse Fini, il Governo non cadrà il giorno dopo l'approvazione della nuova legge elettorale, bensì il giorno prima. Attendiamo la prossima proposta di pastrocchium, quale che sia il nome del suo genitore. Un altro sistema misto con quote proporzionali di garanzia e un maggioritario di facciata. La canonizzazione della conservazione della carnevalesca piccineria italica. Se invece si giungerà al referendum di Guzzetta sarà una sconfitta per tutti: rimarranno le liste bloccate in cui si scatenerà il mercato delle vacche dato che a farne parte saranno tutti i candidati di una coalizione; si cercheranno di incamerare negli schieramenti cani e porci per formare coalizioni vincenti che, senza riforma dei regolamenti parlamentari, si separeranno il giorno dopo in Parlamento. Credo invece poco in Gentlemen's agreement tra Veltroni e Berlusconi che li porti a concorrere da soli: se il vincente avrebbe il 55% dei consensi, il perdente si troverebbe pur sempre piccolo tra i piccoli in Parlamento. E' vero che molti di questi sarebbero spazzati via, ma i partiti italiani hanno più volte dato prova di pervicacia. In fin dei conti possono pur sempre contare sulle realtà locali. Guzzetta e Segni difendono con passione la loro creatura. Si scoprirà ben presto che il figlio spurio del Porcellum è un mostro.
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