Visualizzazione post con etichetta Milano. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Milano. Mostra tutti i post

domenica 9 marzo 2008

L’ipocrisia dell’indignazione: Berlusconi strappa il programma del Pd


L’indignazione è solitamente un sentimento positivo. Si tratta della sana incazzatura per ciò che non è decoroso. Ci si può indignare per un’ingiustizia, una violenza, una mancanza di rispetto. C’è poi chi finge di indignarsi. Di solito lo fa chi è abituato a chiudere entrambi gli occhi per ogni tipo di nefandezza ed addita al pubblico biasimo un comportamento sconveniente per il perbenismo classico per cercare di trarne beneficio.
Come si distingue il primo dal secondo? Il primo insorge come un moto di ribellione quando la classica goccia fa traboccare il vaso. Il secondo, invece, si fonda sullo scuotimento teatrale di una testa e lo sguardo di commiserazione: “noi non l’avremmo mai fatto, noi siamo brava gente e ci scaldiamo sempre con misura”.
Diciamocelo chiaramente: non perderei un istante a parlare del fatto Berlusconi abbia strappato due fogli di carta a Milano. Era un colpo di teatro, una sorta di esemplificazione delle parole che ha usato, tacciando la sinistra d’infedeltà verso gli impegni presi. Puro spettacolo. Nel momento in cui il Pd si indigna, però, comincio ad indignarmi io. Ci sono miliardi di cose che dovrebbero farvi incazzare dieci volte di più del gesto che ha fatto Berlusconi al Palalido a Milano. Ne avete una gamma talmente vasta… Invece cavalcate il senso comune, preferite rimproverare il ragazzino che, a tavola, mangia con le mani. Se la politica sta diventando questione di facciata, un ballo in maschera in cui prendersi, mollarsi e cercare di fregare la donna a un altro –tutto con molta cortesia- perdonerete se una persona che ancora s’indigna davvero vi lasci alle vostre piroette ipocrite e si dedichi ad altro.