(Non so a che giorno siamo, so che vorrei che ne restassero 10)Un grido d’allarme risuona dalla valle. E come sempre in caso di pericolo risuona di bocca in bocca. Spostano la data delle elezioni! Che giorno è oggi? Dai, il primo aprile era ieri! Sì, ma, forse. Ma siamo in guerra? Che è successo? In Spagna neppure dopo l’attentato alla stazione di Atocha spostarono la data delle politiche. Che può essere capitato? Ma chi l’ha detto? Amato! Amato? Eh…
Beh, viene fuori che tutto sto casino capita per la Democrazia Cristiana. Ma possibile? De Gasperi è risorto con Oberdan, Sauro e Battisti? Non esattamente… è la Dc di Pizza. Chi? Pizza! Ah, già. Margherita? No, Giuseppe. Napoli? No, è di Sant’Eufemia d’Aspromonte. Beh, non c’è più religione!
Vabbè, ed ora arriva fresco sto Pizza. Una bufala. E’ dal 1994 che prova a risuscitarla la Balena Bianca. Nel 1994 è con Flaiano Piccoli. Dal 2003 è segretario della Dc, ma con quel nome non si può presentare. Così alle europee del 2004 corre sotto le insegne di Paese Nuovo raccogliendo un ragguardevole 0,2%. Nel 2006 ci riprova alleato con Romano Prodi sotto la Lista dei Consumatori bissando a livello nazionale lo 0,2%. Va dato atto che in Calabria, grazie alla presenza di Loiero, si sfondò soglia 5%. Oggi, dopo aver concluso l’esperienza col centrosinistra, ecco Pizza che, con la benedizione di Berlusconi, può tornare a giostrare con lo scudo crociato.
Bene, il ritorno della Dc! Anzi no. Il Viminale pensa, con il solito eccesso di zelo, che il simbolo dello scudo crociato possa mettere in confusione qualche vecchietta siciliana che vede l’Udc presentarsi con lo stesso stemma all’interno del simbolo. Ed ecco Pizza escluso a stracciarsi le vesti. Va dato atto a Pizza, che dal 1969 è orgogliosamente democristiano, un’apprezzabile costanza. E forse non vale neppure la pena interrogarsi sull’effettiva utilità di una lista di Risurrezione come questa. A volte i morti non si rendono conto di esserlo. E quindi ben venga il ritorno della DC dopo la bocciatura del Ministero dell’Interno.
Ora però vanno risolte delle questioni etiche imprescindibili che possono determinare le sorti dell’ordinamento civile della Nazione: essere riammessi va bene, ma questo da il diritto a questa gente di pretendere che una persona come il sottoscritto, che si è già ampiamente rotto le scatole di una campagna elettorale che ha avuto la stessa partecipazione militante di quella del popolo Cubano allo sbarco alla Baia dei Porci, debba continuare per altri 10 o 15 giorni a trottare come un puledro?
A parte il De Profundis di disperazione che, insieme a Veltroni, a Berlusconi, a Casini e persino a Storace a Boselli elevo per evitare che questo strazio si prolunghi anche di sole 24 ore, ci sono altre riflessioni che, facezie a parte, andrebbero di sfuggita esaminate.
1) La Costituzione in art. 61 recita “Le elezioni delle nuove Camere hanno luogo entro settanta giorni dalla fine delle precedenti. La prima riunione ha luogo non oltre il ventesimo giorno dalle elezioni.” Quei mattacchioni dei Costituenti non hanno inserito nessun “eccetto”, nessun “salvo”, nessun “tranne”. E la ricerca nel pdf non restituisce risultati neppure se digitate Pizza.
2) Il Consiglio di Stato può sindacare su un atto amministrativo come quello emesso dal Ministero dell’Interno. Nessun atto amministrativo né alcuna sentenza possono derogare alla Carta Costituzionale ove non sia da essa esplicitamente previsto il contrario. Il decreto con cui si fissano le elezioni è un atto amministrativo e certo non può andare contro la Costituzione. Non potrebbe farlo neppure la legge. E non è che ci sia molto da interpretare.
3) Il 6 febbraio 2008 il Presidente della Repubblica ha sciolto le Camere. L’anno è stato bisesto (e dunque funesto): 29-6 fa 23. Aggiungiamo 31 di marzo e 13 di aprile. Non sono forte in matematica ma dovrebbe fare 67. Per fare un favore a Pizza possiamo rinviare il tutto a mercoledì 16.
4) Tutto sto ambaradan lo facciamo per una sentenza cautelativa, non per una definitiva. Tradotto: il Consiglio di Stato per evitare danni (e nella sua eterna saggezza c’è riuscito in pieno) al soggetto che accampa un interesse legittimo, sospende l’effetto di un atto amministrativo. Ciò non significa che dia ragione a Pizza.
5) Nel frattempo i militari all’estero hanno già votato. Che fanno? Rimandano le schede indietro?
La verità è che la giustizia amministrativa sta in questi anni prendendo delle decisioni che sotto molti profili decisamente non le competono. Penso, per esempio, alla bocciatura ad opera del Tar del Lazio del Decreto con cui il Ministro Turco innalzava per la cannabis le soglie consentite di detenzione personale. Indipendentemente dal merito (io ero contrario) la giustizia amministrativa non poteva bloccare il provvedimento: era evidentemente un atto politico. Diversa la questione del generale Speciale ove fece benissimo a rispedire al mittente un decreto che dal punto di vista formale era fatto coi piedi. Non si tratta di rispetto delle regole: si tratta semplicemente di buon senso!
Il mio pensiero in questa notte buia e tenebrosa va a Pizza. Dati i suoi risultati strabilianti nelle scorse tornate possiamo aspettarci grandi cose: forse passerà dallo 0,2% allo 0,5%. Caro Giuseppe, mettiti una mano sul cuore. Pensa ai militanti, pensa alle promesse di Berlusconi. Dicci cosa vuoi, cosa ti serve. Un sottosegretariato? Pronti! Un po’ di soldi? Spara! Guarda io queste cose non posso dartele ma c’è un tizio a Palazzo Grazioli che è abbastanza preoccupato perché ogni giorno di più si rischia lo stallo al Senato. Figuriamoci in quindici! Domanda con fiducia! E non fidarti di Clemente quando dice che qualche volta non ciò che promettiamo non lo manteniamo! Stavolta abbiamo fresca fresca una svendita… c’è un’azienda in dismissione. Portati a casa un aereo e un paio di hostess e non se ne parla più.